Archive for marzo, 2007


Insicurezza…



Pensavo di indossare un’abito di lino
mentre aiutavo lei a togliersi la pesante armatura.
E invece, uno spirito
fermo, grande, luminoso, potente
mi ha aperto gli occhi sulla pesante armatura
che a mia volta io indosso
e che non riuscivo a vedere.
Più pesante di quanto pensassi,
mi tiene a terra,
mentre potrei volare alto anch’io,
altrettanto grande…
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Many a morning hath he there been seen,
with tears augmenting the fresh morning’s dew,
Adding to clouds more clouds with his deep sighs;
But all so soon as the all-cheering sun
Should in the farthest East begin to draw
The shady curtains from Aurora’s bed,
Away from light steals home my heavy son
And private his chamber pens himself,
Shuts up his windows, locks fair daylight out,
And makes himself an artificial night.
Black and portentous must this humour prove
Unless good counseil may the cause remove.



Both by myself and many other friends;
But he, his own affections’ counsellor,
Is to himself – I will not say how true –
But to himself so secret and so close,
So far from sounding and discovery
As is the bud bit with an envious worm
Ere he can spread his sweet leaves to the air
Or dedicate his beauty to the sun.

Togliendo la benda…

Ho deciso di farlo, ho preso al volo l’ispirazione e via…
Non posso continuare ad evitare, l’ascolto e vediamo che succede…
Probabilmente starò male… Ma devo farmi male.
Non si impara se non si cade… Bisogna ritrovarsi a terra per avere la forza di rialzarsi…
In fondo, ciò che non mi uccide mi rende più forte…
Ci ho sempre creduto. Vivere! Vivere! Vivere! Vivere! come canta Lorenzo.
E forse togliendo la benda vedrò che le ferite erano già rimarginate… esattamente come pensavo…
Ma lo sapevo già…

Call of Vishudda…


Vishudda… è lui che mi chiama, ora…
Lo sento… I segni mi parlano…
Quattro sono aperti,

ma lui non lo è ancora…
non ancora…
mi chiama dai Pulpiti, i più impensabili…
coincidenze? fato…
Devo lavorare ancora molto…
C’è altro da cercare…


ROMEO: Ho fatto un sogno questa notte!

MERCUZIO: Anch’io.

ROMEO: Ebbene, cos’hai sognato?

MERCUZIO: Che i sognatori spesso mentono!

ROMEO: Da svegli forse, ma mentre dormono sognano cose vere!

MERCUZIO: Ah, allora la regina Mab è venuta da te!
Mab è, la levatrice delle fate, appare non più grande dell’agata sull’indice di un consigliere comunale. Vola, trainata da una muta d’invisibili farfalle sul naso dei dormienti. Il suo cocchio è un guscio di noce: uno scoiattolo che lavora il legno o un vecchio lombrico, da tempo assai lontano fanno i piccoli carri delle fate. Le ruote del cocchio hanno come raggi lunghe zampe di ragno. Le redini sono fili di ragnatela, e il mantice d’ali di cavalletta, i finimenti d’umidi raggi di luna; un osso di grillo serve per la frusta, la sferza è una membrana, e il cocchiere un piccolo moscerino in livrea grigia.
E così Mab galoppa, notte dopo notte, attraverso le menti degli amanti, ed essi sognano: l’amore.
O sulle ginocchia dei cortigiani che allora sognano inchini e cerimonie o sulle dita dei legali che sognano compensi, o sulle labbra di donne che sognano baci: labbra che spesso Mab copre di bollicine perchè fiatano aria di guaste confetture. Talvolta galoppa sul naso a un cortigiano che allora sogna l’odore di una buona carica, o s’avvicina al naso di un prelato che dorme, e lo sfiora piano con la coda d’un porcellino della decima, ed ecco il sogno d’un nuovo beneficio. Altre volte passa sul collo d’un soldato, e gli fa sognare le gole sgozzate dei nemici, brecce, imboscate, lame spagnole, brindisi con tazze profonde cinque braccia; poi risuona un colpo di tamburo al suo orecchio: il soldato si scuote impaurito e si sveglia, bestemmia una preghiera e s’addormenta ancora.
Questa è Mab, la stessa che di notte arruffa le criniere dei cavalli e impasta, nei luridi e grassi crini, nodi d’elfi che a sciogierli portano sventura;
Mab è la strega che se trova le ragazze supine le costringe all’abbraccio, ed è così che insegna loro a "portare" per la prima volta e le fa donne di "buon portamento". Questa è colei…

ROMEO: Basta Mercuzio, Basta! Tu parli di nulla…

MERCUZIO: Parlo infatti dei sogni, figli di una mente in ozio, che nascono da una vana fantasia la quale ha natura leggera come l’aria e più incostante del vento, che ora è in amore sul grembo gelido del nord, e poi sdegnato se ne va sbuffando con la faccia del sud, fresco di rugiada.

Spring inside

Siamo in primavera…
Un momento c’è il temporale, ed il momento dopo splende il sole…

Waiting for the summer… Nothing else i can do… Only wait…

Finley – Fumo e Cenere



Strade deserte

Note distorte

Componi per lei

Si è fatto buio già

Ore seduto

Su un marciapiede

Sotto un lampione

Sai che lei non tornerà



E’ un lamento continuo

Di frasi che ormai

Sono andate, sparite

Mai più sentirai

Ti aspettavi di udire

"Sei il solo per me"

Metti l’anima in pace

Quei giorni son già

Fumo e cenere



La nebbia sul viso

Nasconde il sorriso

Di quei giorni in cui

Lei era accanto a te

Riassaggi i momenti

Scorrendo i messaggi

Ma solo quelli più dolci

Non li cancellerai



Il tuo mondo

Sta andando a puttane

Oramai

Puoi reagire ma forse

Non è ciò che vuoi

Preferisci esser vittima

Non guarirai

Non mollare

E’ un consiglio

O ti ridurrai

Fumo e cenere