Archive for ottobre, 2011


cuore per ipocrisia

Le persone amano molto parlare di morale, ma la morale è semplicemente autosuggestione. Ciò che è necessario è la Coscienza. Noi non insegniamo la morale. Insegniamo come si può trovare la Coscienza. Le persone non sono contente quando diciamo questo. Dicono che non abbiamo amore. Semplicemente perchè non incoraggiamo la debolezza e l’ipocrisia, ma al contrario, strappiamo tutte le maschere.

G.I.Gurdjeff – tratto da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Ouspensky (pag.175)

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Sono pezzi di specchio che raccogliamo
da maestri indiani o guru;
 
sono pezzi di specchio che riceviamo
impacchettati da amici sinceri,
o scagliati da nemici sinceri.
 
Sono pezzi di uno specchio che cerchiamo di ricostruire per tutta la Vita,
scoprendovi infine riflessi, Noi Stessi.

Visto che alla fine si è optato per una soluzione diversa posto il progetto. Magari potrà tornare utile a qualcuno che vuole risparmiare 700/800 euro! :)

A volte vorresti essere
in bianca camicia di lino
con le maniche rimboccate,
in un momento d’eternità e redenzione,
con l’aria che sa di nuovo inizio
e le infinite possibilità sulle punte delle dita.
nel tenue azzurro,
Semplicità e Chiarezza…

The Neverending Dreamer

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sono veramente stanco…

Sono veramente stanco di sentirmi trattato come un bambino. 
Di vedere gente addormentata che mi tratta come se non fossi degno del rispetto che mi si deve come essere umano... 
Rispetto per le mie idee, per le mie convinzioni, per ciò in cui io credo. 
Come fossi un bambino. 
E dell'ipocrisia della gente che vuole nascondere questo atteggiamento dietro 
maschere attraverso cui io vedo.

soggezione: s. f. ‘condizione di chi è soggetto’ (1354, I. Passavanti), ‘riguardo timoroso, rispetto misto ad imbarazzo e timore che si prova nel trovarsi in ambienti nuovi, o al cospetto di persone importanti’ (1574, S. Guazzo).

Lat. subiectu(m), part. pass. di subicere ‘sottoporre’ (comp. di sub- ‘so-’ e iacere ‘gettare’, d’orig. indeur.), nel lat. tardo sostantivato, coi der. subiectivu(m) (lat. tardo) e subiectione(m) ‘il porre sotto, il sottoporre’.

 

Perché dobbiamo sentirci inferiori? Per quale assurdo motivo?  Che cosa ci spinge a non sentirci all’altezza della perona cha abbiamo di fronte, genitore, capo, superiore o chicchessia?

Forse non diamo veramente importanza a ciò che crediamo importante, ma più a ciò che gli altri credono importante. O forse ci hanno semplicemente insegnato a comportarci così. Chissà.. Sicuramente però una pulizia è necessaria…