soggezione: s. f. ‘condizione di chi è soggetto’ (1354, I. Passavanti), ‘riguardo timoroso, rispetto misto ad imbarazzo e timore che si prova nel trovarsi in ambienti nuovi, o al cospetto di persone importanti’ (1574, S. Guazzo).

Lat. subiectu(m), part. pass. di subicere ‘sottoporre’ (comp. di sub- ‘so-’ e iacere ‘gettare’, d’orig. indeur.), nel lat. tardo sostantivato, coi der. subiectivu(m) (lat. tardo) e subiectione(m) ‘il porre sotto, il sottoporre’.

 

Perché dobbiamo sentirci inferiori? Per quale assurdo motivo?  Che cosa ci spinge a non sentirci all’altezza della perona cha abbiamo di fronte, genitore, capo, superiore o chicchessia?

Forse non diamo veramente importanza a ciò che crediamo importante, ma più a ciò che gli altri credono importante. O forse ci hanno semplicemente insegnato a comportarci così. Chissà.. Sicuramente però una pulizia è necessaria…

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