Archive for agosto, 2012


Riti di Passaggio

Cosa significa diventare adulti? Qual’è il momento preciso in cui un ragazzo deve smettere di essere bambino per essere considerato adulto? Nell’antichità esistevano i cosiddetti “riti di passaggio” che avevano il compito di delineare e mantenere distinte queste due fasi della vita. Questi riti potevano comprendere diverse prove in cui il futuro uomo avrebbe dovuto affrontare ciò che ogni uomo degno di essere chiamato tale deve essere in grado di affrontare: la morte.

 

Quale uomo potrebbe essere così chiamato se vive la propria vita all’ombra della paura di ciò che è inevitabile? Egli stesso sarebbe solo l’ombra di un uomo; condurrebbe una vita da fuggiasco, perchè la morte si ripresenta sempre, ineludibile. Ma nella nostra società questo rito di passaggio non esiste più, e quindi non rimane che una nebbiosa terra di mezzo in cui tardivi adolescenti e precoci adulti si ritrovano a duellare a “suon di ragione” con genitori immersi nel proprio ruolo e datori di lavoro che interpretano il ruolo di genitori per poter usufrire dell’autorità che questo ruolo psicologico concede.

 

In ogni rapporto umano si interpreta un ruolo. Se ci troviamo di fronte ad una sfida, a seconda del carattere che abbiamo, ci troviamo ad interpretare uno dei ruoli base del gioco psicologico. Se siamo di fronte ad una vittima tendiamo a giocare il ruolo del carnefice, mentre se, viceversa, ci troviamo davanti ad un carnefice tendiamo ad interpretare il ruolo della vittima. E così gli schemi si ripetono all’infinito, finchè non vengono sciolti dal fuoco della consapevolezza.

 

Il ruolo genitore-figlio è, forse, il più profondamente impresso nella nostra psiche, e anch’esso, come tutti gli altri schemi psicologici, tende a ripetersi. Proiettiamo questo schema in diversi rapporti, dal datore di lavoro al governo, ai quali affibbiamo la colpa di ogni nostro malessere, dimentichi del fatto che la realtà che ci circonda è stata da noi scelta e creata; dalla nostra stessa vigliaccheria. Ogni volta che diamo la colpa al governo, al datore di lavoro o anche al genitore interpretiamo il ruolo del figlio che deve essere curato ed accudito. Creiamo una realtà in cui siamo dipendenti da qualcun’altro, sia esso il genitore o il sistema. Allo stesso modo, rimanere dei dipendenti (lo dice la parola stessa) aziendali per tutta la vita significa non assumersi mai del tutto la responsabilità della propria vita.

 

Affrontare la vita significa sapersi arrangiare. Non aver bisogno di qualcun’altro, nè fisicamente, nè su nessun altro piano. Saper affronare se stessi. Se rimanessimo su un isola deserta, completamente soli, che faremmo? Non ci sono supermercati dove comprare il cibo, nè manuali che spiegano come costruire una casa. E nemmeno un luogo sicuro in cui nascondersi dai pericoli della vita. Un luogo sicuro; è questo che l’uomo occidentale è andato via via costruendo, cementificando e riducendo al minimo i luoghi selvaggi. Perchè selvaggio significa incontrollato, e incontrollato significa paura; paura di morire. Nient’altro che questo. L’uomo occidentale si è creato l’illusione di un mondo sicuro, per la paura di affrontare se stesso, le proprie paure.

 

E così ci troviamo ad essere maltrattati da un governo che consideriamo ingiusto, ma che temiamo ci possa punire, come un genitore può punire un figlio con la violenza o con la privazione. E non ricordiamo che questo stesso governo è stato creato da noi e da chi ci ha preceduto.

E ci ritroviamo ad essere maltrattati da un datore di lavoro, senza reagire, perchè temiamo ci possa punire con il licenziamento, richiamo dell’arcana paura dell’abbandono, che comporterebbe la perdita della sicurezza e l’obbligo di prendere in mano la propria vita.

 

Una persona anziana dovrebbe trattare un quarantenne come un ragazzino? In quale momento della propria vita un genitore dovrebbe abbandonare questo ruolo nei confronti del figlio? Il genitore, a qualunque età, avra sempre più esperienza del figlio, per una logica temporale, ma c’è un momento in cui dovrebbe smettere di imporsi? Allora un solo anno di differenza tra due persone rende una persona più adulta di un altra? Non c’è logica in questo ragionamento. Due persone con pochi anni di differenza si danno consigli da amici: questo è scambiarsi le esperienze. Un genitore deve saper riconoscere quando il figlio non è più un ragazzo da crescere, ma diventa un amico da aiutare.

 

Qual’è il segno distintivo di un adulto? La maturità. Non credo che un anziano, prodotto dalla nostra società, sia sempre più maturo di un ragazzo, prodotto dalla stessa società. Credo che, in una società come questa, esistano ragazzi, adulti ed anziani immaturi, e che esistano ragazzi, adulti ed anziani maturi. Credo che la maturità di una persona vada valutata dalle parole che escono dalla sua bocca e dalle azioni che compie, piuttosto che dall’età anagrafica. Soprattutto vista la mancanza di un metro di misura più valido.

 

È una continua lotta, quella del ragazzo per essere considerato adulto; una strenua lotta per essere considerato pari dalle persone su cui egli stesso proietta il ruolo del genitore, ma senza perdere l’innocenza del bambino che è stato. Tutto questo per creare un adulto migliore di quelli che lo hanno preceduto.

 

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.: Buon Lughnassadh :.

.: Buon Lughnassadh :.
e Grazie a madre Terra per tutti i doni…

THERE WERE THREE MEN CAME OUT OF THE WEST, 
THEIR FORTUNES FOR TO TRY
AND THESE THREE MEN MADE A SOLEMN VOW

JOHN BARLEYCORN MUST DIE

THEY’VE PLOWED, THEY’VE SOWN, 
THEY’VE HARROWED HIM IN
THREW CLODS UPON HIS HEAD
AND THESE THREE MEN MADE A SOLEMN VOW
JOHN BARLEYCORN WAS DEAD

THEY’VE LET HIM LIE FOR A VERY LONG TIME,
‘TIL THE RAINS FROM HEAVEN DID FALL
AND LITTLE SIR JOHN SPRUNG UP HIS HEAD
AND SO AMAZED THEM ALL

THEY’VE LET HIM STAND ‘TIL MIDSUMMER’S DAY
‘TIL HE LOOKED BOTH PALE AND WAN
AND LITTLE SIR JOHN’S GROWN A LONG LONG BEARD 
AND SO BECOME A MAN

THEY’VE HIRED MEN WITH THEIR SCYTHES SO SHARP
TO CUT HIM OFF AT THE KNEE
THEY’VE ROLLED HIM AND TIED HIM BY THE WAY, 
SERVING HIM MOST BARBAROUSLY

THEY’VE HIRED MEN WITH THEIR SHARP PITCHFORKS WHO’VE GRIPPED HIM TO THE HEART
AND THE LOADER HE HAS SERVED HIM WORSE THAN THAT
FOR HE’S BOUND HIM TO THE CART

THEY’VE WHEELED HIM AROUND AND AROUND A FIELD
‘TIL THEY CAME ONTO A BARN
AND THERE THEY MADE A SOLEMN OATH
ON POOR JOHN BARLEYCORN

THEY’VE HIRED MEN WITH THEIR CRABTREE STICKS
TO CUT HIM SKIN FROM BONE
AND THE MILLER HE HAS SERVED HIM WORSE THAN THAT
FOR HE’S GROUND HIM BETWEEN TWO STONES

AND LITTLE SIR JOHN AND THE NUT BROWN BOWL
AND HIS BRANDY IN THE GLASS
AND LITTLE SIR JOHN AND THE NUT BROWN BOWL
PROVED THE STRONGEST MAN AT LAST

THE HUNTSMAN HE CAN’T HUNT THE FOX
NOR SO LOUDLY TO BLOW HIS HORN
AND THE TINKER HE CAN’T MEND KETTLE OR POTS
WITHOUT A LITTLE BARLEYCORN

Grazie a Te che non te ne sei mai andato;

che hai continuato a resistere,

a lottare per esistere,

per poter ancora giocare.

L’erba di primavera

Come in collina
per bruciare gli sterpi
il fuoco si scatena
affinché l’erba nuova
cresca a primavera,
così do fuoco alla Terra intera
affinché Gente Nuova cresca
all’alba della Nuova Era.

Ma tu non sussultare
al rumore sordo dei crolli
e non temere il crepitio
di ciò che attorno a te
il fuoco già divora.

Pensa alla Gioia
dell’erba a primavera.

 
Mizar

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