[…]Non aver vissuto in realtà la propria vita, questo “peccato”, è davvero ciò di cui gli uomini si lamentano sul letto di morte più di qualunque altro errore commesso. Essi si struggono soprattutto per tre cose: non aver vissuto di più, non aver rischiato di più, e non avuto maggior disciplina […] Troppo presto nella vita vengono spesso seppelliti la propria forza e competenza, la purezza e l’autenticità, la genialità e l’artista non ancora scoperto in sè, poiché tali aspetti producono attrito col circostante. L’ombra è anche tutto ciò che non faremmo mai ma che così volentieri avremmo fatto e che ora, finalmente, dovremmo fare.[…]

 

Da “L’Ombra. Il lato oscuro della tua Anima” di Ruediger Dahlke

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