Archive for luglio, 2013



Il Guerriero della Luce mantiene le vibrazioni ALTE

è coerente, sintonizzato, in armonia con l’Universo
è l’Amore che scaturisce dalla FONTE dentro di lui che genera la GIOIA.

Il Guerriero della Luce sceglie una ad una le parole che usa.

Conosce il suo potere e carica le parole con la sua
ENERGIA.
Quando usa le parole con l’amico o con il nemico
le carica con l’Energia della consapevolezza.
MAI le usa alle spalle dell’amico o del nemico ma è sempre diretto…
CUORE A CUORE.

Ciò lo rende
INTEGRO
INATTACABILE
INVULNERABILE
così facendo accresce il suo potere interiore.
Nessun turbamento trapela dal suo volto:
Nè dai suoi occhi.
Nè dal tono della sua voce.

Non reprime le sue emozioni gioca con esse e le

OSSERVA
le
TRASMUTA
grazie all’energia interiorizzata.

Il Guerriero della Luce non fugge dal dolore
non volge le spalle all’insegnante che giunge nella sua vita
lui stesso lo ha chiamato
è responsabile al 100% di ciò che attrae:
Ciò lo rende
INTEGRO
INATTACABILE
INVULNERABILE
così facendo accresce il suo potere interiore.

Il Guerriero della Luce

non giudica, nè se stesso e neppure gli altri
egli sa che il giudizio è nemico dell’Armonia e della Pace
così facendo lui accresce la
PACE

ed un giorno, molto presto, il mondo cambierà
PERCHE’ LUI HA CAMBIATO SE STESSO

IL MONDO E’ GIA’ CAMBIATO!

Fonte: http://www.visionealchemica.com/disciplina-del-guerriero-della-luce/

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“mamma, mammaaa, entiamo quì dento?”, “no, stanno chiudendo. Andiamo!” …e sono le 11 del mattino. O.o

Quale negozio chiuderebbe alle 11 del mattino?! Casomai apre a quell’ora, se proprio il commesso/proprietario avesse avuto un colpo di sonno! Da quì parte la mia riflessione; una scena che ho visto centinaia di volte fuori dal negozio in cui lavoro; e che posso capire, visto che essere genitore, soprattutto dei nuovi bambini, non è assolutamente semplice. Sono attratti da mille stimoli e hanno energia da vendere, mentre noi partiamo svantaggiati perchè siamo già stati martellati a sufficienza dalla vita, ed abbiamo le nostre preoccupazioni.

Ma cosa causa questo nel bambino? Quali sono le conseguenze di un gesto eseguito così alla leggera? Noi pensiamo che l’effetto di quella risposta si fermi lì, al momento stesso in cui il bambino passa oltre la vetrina, pochi secondi dopo. Ma in realtà pensiamo così perchè nella nostra testa c’è già un pensiero che consideriamo più importante e che prepotentemente aspetta di riprendere il proprio posto dopo la distrazione che ci ha appena attraversato la mente. Ma per il bambino non è così. La sua mente è vuota e pronta ad apprendere, ed il minimo dettaglio viene colto e registrato.

E’ semplice capire l’effetto sul bambino nella classica scena in cui un genitore entra in un negozio dicendo al proprio bimbo di non toccare nulla [per il timore di creare un disagio tra se stesso e il venditore o le altre persone], ma quando poi il genitore prende in mano un articolo a cui è interessato, il bimbo [giustamente] si chiederà perchè lui invece non possa toccare [soprattutto visto che il tatto è una delle vie di apprendimento nei bambini]. Non può capire che la convenzione sociale della buona educazione impone il buon senso di toccare qualcosa solo se si è veramente interessati per non sciupare gli articoli più del dovuto. Ovviamente è compito di un genitore insegnare anche questo, perchè poi i figli dovranno stare nella società una volta cresciuti. Ma, se non glielo si spiega, la lezione che il bimbo impara è quella data dall’esempio del genitore che dice di non toccare, e poi si comporta nel modo opposto.

I bimbi imparano per imitazione. Imparano assorbendo la conoscenza dall’atmosfera, come diceva Raffaele Morelli.

Molto più sottile è quindi il meccanismo della bugia. In quest’epoca dove gli adulti non sanno leggere le energie, il genitore si ritrova a dire una bugia [secondo lui/lei a fin di bene] al bimbo, per risolvere nel minor tempo possibile quello che lui/lei vede come un problema [o meglio un ostacolo ai suoi programmi]. Quindi parlerà con la consapevolezza di non star dicendo la verità. Il bimbo a sua volta “vede” le energie che si creano nel genitore mentre dice la bugia, ed assorbe l’atteggiamento. Impara a dire le bugie. Impara a manifestare una energia di incoerenza come quella che il genitore stesso ha manifestato nel momento in cui ha mentito.

Non ci si può aspettare che i nuovi bambini imparino attraverso gli ordini impartiti. Bisogna accompagnarli nella gestione della conoscenza che hanno già dentro di sè, perchè l’apprendimento delle buone maniere non li renda, col tempo, sconnessi dal loro vero Sè, come lo siamo noi; per non rischiare di lobotomizzarli con dogmi castranti che gli impediranno di essere le persone vere che sono destinate ad essere.

Crescere un figlio con una conoscenza spontanea significa anche accettare di essere noi ad apprendere da lui, talvolta.