In principio era l’intuizione.
La parte femminile dell’Uomo, in tutte le sue forme, supera la logica maschile della ragione. Nessuna Legge può impedire questa evoluzione.
Quando una Legge nasce con il proposito di essere “contro” nasce male. Questo accade quando si vuole ipocritamente affrontare una questione senza volerla effettivamente risolvere.

È fondamentale che i “politici” che fanno le Leggi imparino ad indirizzare le loro energie a favore di una maggiore consapevolezza civica, invece che falsare immoralmente il vero per imporre con l’inganno il possibile. Anche il migliore dei propositi può naufragare, se lo si indica nel pieno di una rissa.
Mi riferisco in particolare all’ultima Legge “contro” emanata dal Parlamento, ossia quella sul femminicidio e sull’omofobia.

Con quale ipocrisia il Parlamento della Repubblica Italiana emana una Legge nella quale sono previste pene per le discriminazioni contro gli omosessuali se il primo a discriminarli è proprio lo Stato?
Uno Stato che vorrebbe mettere il suo timbro di “legalità” alla natura.

In fondo la legalità non è altro che una convenzione sociale. Nulla di più! E non ha il potere di stravolgere ciò che in natura esiste da sempre. Da marzo a ottobre possiamo dichiarare che sono le tre del pomeriggio anche se sono le due, ma questo non significa aver spostato il sole. È ipocrita fare una legge contro l’omofobia quando è lo Stato stesso, negando il suo assenso alle Unioni Civili, a porre un veto morale sull’omosessualità. La mente dei politici – e di conseguenza delle molte persone che li proiettano nelle istituzioni – funziona solo per sottrazione, ovvero: riconoscere il diritto agli omosessuali di unirsi civilmente come coppia significa diminuire lo stesso diritto alle coppie eterosessuali. Non ha senso! L’estensione di un diritto in questo caso è solo il riconoscimento di ciò che in natura esiste. Non occorre quindi una legge ipocrita contro l’omofobia se si vogliono autenticamente evitare discriminazioni. Questa può servire solo come diversivo alla propria coscienza. Il rispetto, la reciproca solidarietà e l’armonia sociale si possono ottenere solo se s’indirizzano gli sforzi a consolidare uno spirito di accoglienza pieno da parte della Comunità nei confronti di tutti quegli individui tenuti fino ad oggi in ombra. È questa emarginazione che ha prodotto una cultura “contro” e può essere cancellata solo da un atto di coraggio che metta in luce quegli angoli della nostra essenza umana che la morale di questa Società ipocrita ha censurato in pubblico per abusarne in privato.

In paesi come la Spagna, dove da ormai 10 anni la Comunità riconosce l’Unione Civile delle coppie omosessuali, una delle conseguenze più importanti che davvero contribuiscono a formare una cultura dell’accoglienza è che i bambini fin dalle scuole elementari imparano che non c’è nulla di male, nulla di cui vergognarsi se due persone dello stesso sesso si amano e vogliono stare assieme alla luce del sole. Fra 30 anni in Spagna a nessuno verrà in mente di discriminare il compagno di scuola, di lavoro o l’amico perché omosessuale. Così come accade già da 40 anni in Olanda.

Caro Stato italiano, la tua legge contro l’omofobia non potrà nulla contro quei ragazzini che a scuola prendono in giro ed emarginano i compagni perché sono gay, spingendo loro al gesto estremo di togliersi la vita. Smettetela voi politici di tutti i colori con queste pantomime. Molti italiani non se la bevono più nonostante la Tv di regime, la stampa di regime, e le sciocchezze compassate al limite del ridicolo che raccontate con quella posa asettica e priva d’animo che assumete quando commiserate i morti a causa della vostra codardia.

Stessa cosa vale per il “femminicidio”. Il femminile è offeso e dileggiato quotidianamente dal linguaggio che usate, dalla postura che assumete, dalla volgarità con cui vi rivolgete tra di voi e che fate in modo sia riservata ai Cittadini da buona parte della Pubblica Amministrazione. In quest’ultime settimane il veleno è uscito a fiumi dalle bocche di molti di voi, odio, occhi sprizzati di sangue, richieste di ghigliottina, barricate “contro” questo e “contro” quello. Non si cambiano le cose con una Legge, ma con l’esempio! Voi per primi dovreste dare l’esempio, e invece cosa fate in ossequio all’energia femminile dell’accoglienza, dell’ascolto, della riflessione, della forza di volontà che si dimostra con la grinta e la costanza negli obiettivi quotidiani? Vi insultate, urlate, vi maledite, vi parlate addosso, non vi ascoltate, non siete capaci di collaborare. Voi siete i primi a umiliare quell’energia femminile che volete farci credere di voler difendere con un’altra legge farsa. Sapete bene che questo rafforza invece soltanto il vostro salvacondotto per lo Status Quo: dividete le persone, gli individui, l’umanità, i cittadini, volete che si scannino tra di loro per dominarli meglio, per piegarli sempre a un volere superiore a cui voi stessi dite spesso di essere assoggettati: Europa, Euro, Fondo Monetario, OCSE, Spread, ecc…

È il potere fine a se stesso, quello che credete sia nelle cose che fate e non in ciò che siete, che vi logora. Ne siete schiavi, come lo era il Gollum che prima del giovane Frodo aveva tenuto per sè l’Anello che lo ha consumato. Nello spettacolo che date non c’è nulla di femminile, qualunque colore siate, chiunque vogliate giustiziare, chiunque vogliate salvare. Di cosa parlate? Nessuno lo capisce. Il Centrodestra parla del ticket Meloni-Tosi, ma il ticket non era quello sulle medicine? Sulle tasse parlate del cuneo fiscale e in molti hanno creduto che fosse un privilegio solo per gli abitanti di Cuneo. Ogni giorno con la complicità dei vostri media di regime avvelenate il cuore e la mente degli individui con notizie drammatiche, immagini tragiche. Parlate della crisi economica e non avete il coraggio di dire che l’Euro è stato creato per far guadagnare gli speculatori affamando i popoli. Voi siete complici di questo stato di cose. Qualcuno tra di voi dice che vuole chiedere l’Impeachment per Napolitano se darà la grazia al “potente”, ma non si è sognato di chiederlo per tutti gli atti che ha controfirmato davvero a favore dei Potenti: banchieri, speculatori e finanzieri senza scrupoli. Basti pensare al Trattato di Lisbona, al MES, al Fiscal Compat e all’introduzione del pareggio di Bliancio in Costituzione (Art. 81). A questi Potenti (perché sono davvero POTENTI) nessuno oserebbe fare un processo. Questo Paese è esanime e lo state finendo voi che avreste la responsabilità di risollevarlo perché vi è stato dato il consenso popolare. Ed è proprio questo consenso il vostro limite. Per cercare di accontentare tutti non accontentate nessuno. Siete senza Coraggio (cor-agere significa agire con il Cuore=intuizione=femminile). Lottate per la prevaricazione e la sopraffazione e solo per i vostri interessi o per codardia vi limitate a mantenere il vostro impiego, ammettendo a voi stessi che tanto non potete fare nulla neppure voi. Tutto questo è imbarazzante. Voi fate le Leggi quando le Leggi sarebbero da cancellare perché ce ne sono troppe. Fate credere ai Cittadini che: “la Legge non ammette ignoranza”, quando sapete benissimo che è come far dichiarare loro: “siamo degli idioti e ce lo diciamo”. 50 leggi si possono più o meno imparare, così come a scuola si imparano i nomi dei fiumi, delle capitali e le tabelline, ma non venite a dire che ciascun Cittadino dovrebbe conoscere le 138 mila Leggi dello Stato italiano!!! Parlate di Lavoro e non avete il Coraggio (* vedi sopra il significato) di dire che un Paese che non sa coltivare le proprie terre, che non sa tramandare l’arte dei propri mestieri alle nuove generazioni e che rinuncia ai suoi beni artistici e architettonici e alle sue risorse naturali è destinato ad essere spazzato via in breve tempo. Avete fatto credere agli italiani che tutti i ragazzi dovessero diventare dottori, tutti alle Università per prepararsi alla disoccupazione o al precariato esistenziale, così la tensione sociale poteva essere tenuta sempre ai massimi livelli. Dove sono i fabbri, i falegnami, i decoratori, i ceramisti, ma anche solo gli agricoltori, gli allevatori? Nessuno vuole più fare questi lavori perché sono tutti dottori.  E intanto dalla piccola botteguccia a Capua, nel casertano, che vende le mozzarelle DOP di Bufala, passando dalle Reception di tutti gli alberghi in cui sono stato nel mio lungo viaggio in Italia questo ultimo mese, fino ad arrivare alle campagne pugliesi dove si raccolgono uva, anguria, olive… ebbene qui ci sono tutti Cittadini stranieri che lavorano a centinaia. Gli italiani qui non ci lavorano! E smettetela con queste sceneggiate in TV sulla disoccupazione. Se davvero vi interessasse risolvere le urgenze di questo Paese allora davvero le cose cambierebbero. Servirebbero poche cose per riprendere il ciclo evolutivo: ritorno alla moneta sovrana con cambio fisso sul dollaro, investimenti e incentivi legislativi su Agricoltura, Allevamento, Artigianato, Turismo e Beni Artistici e Architettonici e utilizzo delle risorse naturali per la produzione di energia. Da qui, assieme ad una profonda riforma scolastica e a un piano nazionale di ristrutturazione e manutenzione straordinaria e ordinaria infrastrutturale ed edilizia (ovunque lungo lo stivale è uno scempio anche solo per piccole cose: dalle ringhiere arrugginite, alle strade piene di buche, alla Reggia di Caserta il cui giardino antistante sembra uno scenario post atomico. Ma anche solo la sporcizia dei numerosi parchi pubblici abbandonati a se stessi, la muffa sui monumenti, le ragnatele sulle volte dei musei, i portici dei teatri dell’Opera che puzzano di urina, la segnaletica divelta, e molto altro che chi legge potrebbe aggiungere alla lista senza cercare polemica, ma come spunto per provvedere a risolvere). Il nostro Paese, unico al mondo per clima, paesaggi, natura, cultura, enogastronomia, artigianato e beni artistici potrebbe essere tra i più prosperi al mondo. Invece cosa abbiamo imposto a questa nostra nazione, a questo Popolo stanziato su un territorio che si da una giurisdizione e una moneta e si fa chiamare Stato italiano? Abbiamo tolto la moneta e l’abbiamo data a privati speculatori che ce la prestano con gli interessi per poi farci sapere attraverso i loro media che abbiamo il debito. Costringiamo a gettare il latte delle nostre mucche, le arance, il frumento e i frutti della nostra terra per favorire il mercato comune, ovvero sempre gli stessi speculatori. Non facciamo che emanare normative sempre più assurde costringendo le piccole e medie aziende a lavorare ai limiti della vostra ridicola legalità per poterle ricattare e tartassare. La Pubblica Amministrazione che dovrebbe essere il punto di riferimento per il Cittadino, l’impresa, l’insegnante, il professionista, l’artigiano, il commerciante, diventa invece il nemico giurato pronto ad ostacolarti o sanzionarti. Questo accade all’Italia mentre voi vi scannate, vi odiate, v’insultate, vi promettete guerra e cercate l’ennesimo capro espiatorio da sollevare sul patibolo per distrarre il Popolo dal crimine che i vostri superiori nell’ombra, grazie alla vostra codardia e in qualche caso complicità, stanno compiendo ai danni del nostro Paese. Parlate di tasse ma non siete in grado di fare i conti più semplici. La vostra capacità di far di conto è paralizzata in un loop di mediocrità. L’Italia ha bisogno di una riforma fiscale radicale. Tutti i guadagni dovrebbero entrare nelle tasche di chi lavora senza alcuna trattenuta, al lordo. Ciascun Cittadino che abbia un reddito da lavoro o pensione (che deve essere minimo per tutti di 18 mila euro l’anno) dovrebbe pagare una tassa fissa di 3 mila euro allo Stato e se guadagna di più, paga in percentuale il 15% dei suoi guadagni. Così facendo il sangue dell’economia e della produzione ritornerebbe a scorrere in questo Paese. Dovete mollare la presa che state stringendo al collo del nostro sistema fatto di piccole e medie imprese, di persone che lavorano e vogliono risparmiare, di coloro che hanno desideri da realizzare. Se il sangue non circola, come in qualunque altro corpo, inizia la cancrena prima alle zone limitrofe poi si espande agli organi vitali, fino a far sopraggiungere la morte. Il nostro Paese ha un prodotto interno lordo dichiarato di 800 miliardi di Euro e un sommerso di 267 (stimati – dati Istat). In tutto stiamo parlando di un potenziale di oltre 1000 miliardi. Sono ormai pochi coloro che vogliono investire in questa Italia diventata Stato di polizia, che vessa chiunque abbia voglia di realizzare qualcosa di utile per se stesso e per la Comunità. Vi state approfittando di tutti coloro che pensano di non aver diritto a realizzare i propri Desideri e i propri sogni e secondo voi si dovrebbero accontentare dell’elemosina di Stato (reddito di cittadinanza), così volete produrre nuove masse di schiavi che in cambio di qualche briciola sarebbero disposti ad avvallare ciò che di male siete disposti a compiere ai loro danni, a loro insaputa. Se create odio, violenza, volgarità, recriminazione, vendetta, ipocrisia, falsità… tutto questo vi tornerà indietro. Quell’energia vi punirà perché “chi di spada ferisce, di spada perisce”. È successo sempre così nella storia. Chi fa la guerra prima o poi viene ucciso, chi cerca consensi sulla questione “morale” viene spazzato via da quella falsa morale che aveva cavalcato (vedi Di Pietro, la Lega Nord…), chi fa credere che la vita sia solo soldi e belle donne viene travolto da questo (vedi Berlusconi), chi indica gli omosessuali come peccatori deve fare i conti con gli scandali relativi (vedi la Chiesa). Quando 2000 anni fa quell’Uomo andava in giro a dire: “Voi non giudicate e non sarete giudicati”, “perché guardi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello e non vedi il trave che è nel tuo” e aggiungeva “beati i perseguitati dalla giustizia” e ancora “porgi l’altra guancia”… ebbene quest’Uomo diceva cose che dopo 2000 anni possono ancora farci riflettere. Non è nell’altro che dobbiamo cercare il miglioramento, ma in noi stessi. Ciascuno deve essere l’esempio e nessuno può chiedere ad un altro di essere migliore se per primo non lo è lui (i politici non riflettono altro che il lato oscuro di ciascuno di noi con cui non vogliamo fare davvero i conti). Gli altri sono solo il nostro specchio, la scusa per non agire su noi stessi. Chi oggi urla odio, vendetta, giustizia sarà inevitabilmente travolto da questa energia. Serve un po’ di amore in più, per noi stessi e per la nostra Comunità. Occorre davvero scambiarci un segno di pace, sederci attorno a un tavolo e sforzarci di essere sinceri, perdonarci vicendevolmente e ricominciare. Non accontentiamoci però di una liturgia, di simboli privi di contenuto. Carichiamo di significato ogni nostra piccola azione quotidiana. Questo basterà a dissolvere l’attuale sistema di Dominio e di prigione in cui noi stessi siamo i carcerieri.
Prima o poi anche le tecniche migliori di dissuasione di massa non funzioneranno più. Nel Cuore di sempre più persone si sta levando un bagliore di luce. È la fierezza dei Re che non cercano vendetta, che non spargono odio, che non seminano violenza, che non giudicano il prossimo, che sanno che ogni cosa dipende dalle loro scelte e vogliono con Responsabilità riprendere le redini delle proprie sorti e della propria Comunità. Ciascuno di noi merita di realizzarsi, ma occorre prima lo sforzo di conoscersi, di Essere autenticamente se stessi e smetterla di credere di essere qualcuno. Ogni giorno c’è chi lo sta già facendo, e sono sempre di più coloro che si stanno muovendo in questa direzione. Saremo presto così tanti a sorriderci, ad abbracciarci, a collaborare, a sentirci appagati dai traguardi raggiunti che questa realtà così deprimente sarà cancellata e non sopravviverà.

Armando Siri

Fonte: http://www.partitoitalianuova.it/pin/le-idee/una-legge-puo-spostare-le-lancette-di-un-orologio-ma-non-il-sole

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