Guardandomi attorno vedo continuamente cambiamenti. Uno di quelli che ho notato negli ultimi anni è la crescita esponenziale della passione per gli animali (cani e gatti soprattutto), che, come ogni cosa che si diffonde in fretta, non sempre si rivela essere equilibrata. Se avete un cane, soprattutto un cucciolo, vi capiterà di essere fermati ogni dieci metri da gente che se lo vuole “spupazzare” (con gran soddisfazione del cucciolo che prende coccole extra). Ha iniziato perfino a girar voce che il modo migliore di rimorchiare sia portare a spasso il cane, il quale sicuramente si fermerà a socializzare con un esemplare del sesso opposto, dando la possibilità al padrone di fare la stessa cosa (questa scena ricorda un po’ un cartone della Disney, e ad essere sinceri ci sono più probabilità di trovare la persona giusta in questa maniera, che in una discoteca piena di gente). Vale la stessa cosa anche per i cuccioli d’uomo (qualcuno li chiama anche bambini). Quante volte vi capita di vedere la scena in cui qualcuno si ferma a guardare un bambino esordendo la solita frase (almeno qui al nord): “ma caaaarooo luiii!”.

Sono convinto che tutto questo abbia uno scopo (come non potrebbe?), e credo che questo scopo (quindi causato, non un effetto collaterale) sia il portare le persone all’abitudine di provare sentimenti superiori come la tenerezza. Risulta spesso molto più semplice dare amore ad un animale, in quanto l’ego non si frappone tra noi e lui.

Questo però, come ogni altra cosa, raggiunge sempre degli estremi, in quanto l’uomo è un esploratore [o un esplorazione] e quindi siamo arrivati al punto in cui molte persone tengono piccoli cani isterici, delle dimensioni di un criceto o poco più, al puro scopo di trattarli come se fossero dei figli della loro stessa specie…

Il cane deriva dal lupo, e come ogni altro essere vivente ha una dignità, che deve essere rispettata. L’uomo, attraverso i secoli, ha “ricavato” [passatemi il termine solo perchè non ne trovo altri] questo animale da una specia già esistente, e l’ha plasmato a seconda dei propri bisogni trasformandolo in aiuto per la caccia, la pastorizia, la guardia, e infine per la compagnia. E quest’ultimo è lo scopo per cui quest’animale [soprattutto le specie di piccola taglia], viene più impiegato ora. Nella sua inconsapevolezza, e grazie alla lentezza di questa trasformazione, l’uomo ha plasmato il cane a sua immagine e somiglianza [quante volte si dice che un cane assomiglia al padrone?] passandogli anche le proprie nevrosi.

Ora il cane  non è più necessario nè per la caccia nè per la pastorizia, quindi rimane l’ultimo scopo: la compagnia.

Trovo sia più che giusto dare ospitalità ed amore ad un altro essere vivente. E sicuramente non approvo chi maltratta  gli animali, che come dicevo hanno una dignità. Ma questa dignità è quella di una specie diversa dalla nostra. Il gatto, per esempio mantiene una maggiore dignità [spesso scambiata per indifferenza] rimanendo autonomo, non dipendendo dall’uomo. Spesso questo viene considerato opportunismo, ma è giusto così: il gatto prende ciò di cui ha bisogno, e dà ciò che si sente di dare, in pura libertà ed autonomia. Senza quell’attaccamento e quell’adorazione totale e assoluta verso il padrone che spesso hanno i cani.

L’uomo è destinato a sperimentare molte situazioni, ed in questo momento storico, l’occidente in particolare, sta sperimentando la possibilità di dare amore con minore responsabilità. Perchè dare amore ad un animale è più semplice che crescere un figlio. Infatti sono sempre di più le coppie che invece di avere un figlio, hanno un cagnolino. Però il prezzo da pagare, spesso, è la dignità del cane.

 

 

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