Archive for ottobre, 2013


***Felice Esbat a tutti!!***

Gli Esbat [o Estbat] sono rituali legati alle fasi lunari.

In genere si celebrano durante la luna piena [anche se alcune tradizioni la celebrano alla luna nuova] e sono rivolti quindi a tutti gli aspetti femminili della Divinità.

In particolare la Luna piena di Ottobre viene chiamata Luna Rossa, perchè in tempi passati caratterizzava il periodo di caccia. In questo Esbat, particolarmente riflessivo, si volge quindi la propria attenzione alla Morte di Madre Natura, sia sotto forma animale che vegetale, che si dona a noi attraverso molteplici vie. Ma la Morte viene intesa solo come fase di cambiamento poiché sarà seguita dalla rinascita.

Le decorazioni di questo periodo lunare corrispondono a quelle del vicino Sabbat di Samhain [Halloween] e comprendono quindi frutta e verdura del periodo: Mele, grano, zucche, melograni, ecc…

Si possono usare anche cannella e zenzero in cucina, candele arancioni o rosse e foglie dai colori autunnali per decorare, e tutto ciò che possa aiutarci a percepire e metterci in sintonia con questa fase della Natura.

 

Alcuni buoni link per approfondire:

http://sentierowicca.weebly.com/esbat.html

http://dominalunae.altervista.org/esbat.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Esbat

 

Fonte:  https://www.facebook.com/notes/en-to-p%C3%A0n-anime-in-viaggio/felice-esbat-a-tutti/595472553846131

“Non cade foglia che Dio non Voglia”

…forse dovrei abbandonarmi alla Volontà Divina…

…accadrà quel che deve, e così sarà di me…

Maktub.

Ho appena riletto i 7 libri di Harry Potter, uno dietro l’altro, tutti d’un fiato. 3678 pagine in 35 giorni [lavorando anche]. A differenza della prima volta che li ho letti, durante la quale la mia brama di sapere come sarebbe andata a finire mi faceva sorvolare sui dettagli, questa volta ne ho apprezzato molto di più la costruzione. Una trama, a mio parere ben elaborata, con dei colpi di scena non facilmente prevedibile, una schiera di personaggi, ognuno con una propria personalità ed una propria storia che vengono scoperte dai protagonisti [e dal lettore] a mano a mano che la trama si svolge, senza noia. E l’accortezza di molti dettagli che hanno reso questi personaggi credibili, vivi.

Inoltre i protagonisti, che dal primo al settimo libro passano dagli 11 ai  17 anni crescono, e le loro personalità si plasmano davanti agli occhi del lettore che cresce con loro; cosa che ha messo gradualmente in crisi i traduttori [almeno quelli italiani di sicuro].

Ma Bartezzaghi, nella sua introduzione alla prima edizione tascabile [Casa editrice Salani] esprime in poche pagine, molto meglio di me di quale capolavoro si tratti.

Dalla sua uscita, Harry Potter ha ispirato molti testi, articoli, ecc. Ognuno vi ha visto qualcosa: simbologie filosofiche o esoteriche, riferimenti storici, e chi più ne ha più ne metta.

Per esempio l’analogia tra Voldemort e Hitler, con la loro comune ossessione di creare una razza pura. E lo stesso modo di ascendere al potere.

Nel libro Harry Potter e la filosofia tutte queste simbologie ed analogia sono state ampiamente descritte e ben analizzate.

C’è poi chi ha considerato queste simbolgie una minaccia alla fede cristiana [Link] e chi invece un occasione per vederci qualcosa di costruttivo. [Link].

Anche voyager vi ha dedicato un servizio, una bella panoramica delle simbologie che si possono trovare, ma senza una conclusione, a mio parere [un po’ come tutti i servizi di questo programma… sempre a mio parere]. Anche perchè trovo ovvio che in un romanzo che parla di magia scritto da una autrice occidentale ci siano gli stessi riferimenti della magia occidentale reale. Su quale altro stereotipo si sarebbe dovuta basare la scrittrice?

In realtà anche in molti altri romanzi si possono trovare riferimenti alchemici, per lo stesso motivo. Ma ciò su cui io mi voglio concentrare sono piuttosto i “suggerimenti” alchemici [e magici] che io vi ho visto. Forse qualcuno sarà d’accordo con me.

[Premetto che mi baso su indicazioni tipicamente brizziane; io le definisco così in riferimento a Salvatore Brizzi che mi ha fatto conoscere il lavoro alchemico in modo chiaro]

 

IL TITOLO
Innanzitutto il primo libro tratta della pietra filosofale. Potrebbe quindi essere un indizio che dice: “attenzione, è di questo che parleremo”. Potrebbe essere quindi considerato un titolo di ciò che vi è poi nascosto dentro.

OCCLUMANZIA

Il nostro protagonista, Harry, viene avvertito diverse volte di chiudere la propria mente grazie all’occlumanzia, altrimenti Voldemort avrebbe potuto “infilarvi dentro” delle false informazioni per spingerlo ad agire in un determinato modo [cosa che comunque poi accade nel quinto volume]. Questo ricorda ciò che i sistemi occulti stanno facendo in questo momento storico, utilizzando diversi mezzi [TV e mezzi d’informazione di massa] per entrare [ripetutamente e con costanza] nella testa delle persone.  Noi siamo i creatori della nostra realtà al 100%. Immaginate che per un ora al giorno miliardi di persone vengano obbligate a pensare a cose negative, guerre, malattie, omicidi, ecc… tutti i giorni della loro vita. Creerebbero una realtà di sofferenza. E questo è quello che succede tutti i giorni guardando il TG. Ogni giorno la nostra mente viene martellata ed infarcita di pensieri negativi, e quando non è il TG sono le altre persone, che ripetono a pappagallo ogni cosa negativa che sentono [oh, hai sentito di quello là che è morto? Eh, che brutta fine… ecc…] Immaginate ora, invece, di usare quella stessa ora, e soprattutto con la stessa costanza [questo particolare è FONDAMENTALE] per meditare e creare pensieri positivi. La vostra vita verrebbe letteralmente ribaltata.

COSTANTE VIGILANZA

In Harry Potter e il calice di fuoco Malocchio Moody, insegnante di Difesa contro le Arti Oscure insegna a difendersi contro la maledizione Imperius, la quale permette a colui che la scaglia di controllare completamente “l’affatturato”. Malocchio ripete continuamente ai protagonisti “costante vigilanza”. Il riferimento quì è al Ricordo di Sè, la cosiddetta “Presenza”. Essere nello stato di ricordo di Sè, quindi con una parte dell’attenzione rivolta verso l’interno, permette di vedere che cosa accade dentro di noi, e previene la possibilità di essere controllati da qualcun’altro. Anche nella realtà esiste la maledizione Imperius, e si chiama Mancanza di Consapevolezza. Quando non ci si ricorda di Sè si è schiavi. Innanzitutto lo si è degli impulsi della propria macchina biologica. E in secondo luogo lo si è dei condizionamenti che arrivano dall’esterno, soprattutto dai già citati mezzi di comunicazione, nei quali possiamo includere anche la pubblicità: uno dei mezzi più potenti.

RITORNO E RICORRENZA

E’ la tendenza a rifare sempre le stesse cose, e a ritrovarsi nelle stesse situazioni cadenzialmente, come se il tempo si richiudesse su se stesso in un cerchio. In effetti il tempo non è lineare come saremmo portati a credere, ma piuttosto un cerchio che con la nostra evoluzione/involuzione può diventare una spirale ascendente o discendente. I protagonisti tendono a rifare ciò che avevano fatto i loro genitori. Anche questo fattore è dato dalla mancanza di consapevolezza. La Vita ci ripropone le stesse sfide finchè non le superiamo, permettendoci di salire alla spirale superiore.

IDEA DELLA MAGIA E IL POTERE DIETRO AL MAGO

Vorrei poi aggiungere un paio di postille che fanno riferimento più alla magia che all’alchimia, ma un alchimista è pur sempre anche un mago. L’idea che la Rowling trasmette della magia è abbastanza realistica, a mio parere. Se si analizza nel complesso la septilogia si vede che la quasi totalità dei maghi non fa altro che puntare la bacchetta e recitare [ad alta voce o mentalmente] una formula per rendere concreta un intenzione. Ci sono poi Voldemort che porta questo modo di fare all’estremo, e Albus Silente che invece agisce in un modo completamente diverso. Silente parla del potere dell’Amore come di una forma di Magia. Su questo concetto è imperniata buona parte della trama perchè proprio grazie a questo tipo di magia messo in atto dal sacrificio di sua madre, Harry è protetto dalla magia di Voldemort. Silente dà importanza agli atti simbolici, e di questo si fa menzione una sola volta nel settimo volume. Nella magia reali tali atti simbolici sono condizionamenti del subconscio [personale e collettivo] che permettono l’alterazione della realtà e la manipolazione delle energie. Sempre rimanendo in tema di subconscio si fa menzione [non ricordo più in quale volume] del potere che sta dietro il mago. Viene detto, da uno dei protagonisti, che la magia di cui si fa menzione necessita di un grande potere da pare del mago. Allo stesso modo gli studenti facenti parte dell’Esercito di Silente non riescono ad evocare il patrono, perchè mancano del controllo emotivo necessario per riuscire. E sempre nel settimo volume Bellatrix Lestrange schernisce un fallito tentativo di Harry di fare una maledizione Cruciatus [che provoca laceranti sofferenze] dicendogli che per riuscire lo si deve volere veramente. Tutti questi esempi richiamano l’attenzione al fatto che la conoscenza mentale è solo una parte di ciò che serve al Mago per esercitare il proprio potere. Il vero Potere viene dall’esperienza; dal corpo emotivo.

“casomai”

Ricordo un “casomai” detto con leggerezza…

Una reazione inaspettata.

E ora ti lancio addosso i miei “casomai”,

Senza ottenere ciò di cui avrei bisogno…

The second One for the second time, that’s what is making me cry.

And another time i don’t know what to do.
For the flowing of the time and the opportunities that i’ve lost.
I feel like i can’t move…

The children in the silver pedestal drive me in a unreal challenge, and i can’t control him.
He don’t want to grow up, He don’t want to release.

How He’d like it should been; for What i don’t want to suffer more.
He see it’s not real: living in the past, hoping for the future.
‘cause the fear of the flowing of the time, for the opportunities i could lose.

I don’t want to suffer for the fault of a scorpio, i dont’ want to be a Snape.

I tried and i’ve thought it’s been easy; i failed, and i know i’m not me.

tempo…

L’angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa…

La saggezza…

La saggezza è il risultato dell’esperienza, e non della conoscenza.