Category: Citazioni


ALCHIMIA QUOTIDIANA: OGNUNO SUONA LA SUA MUSICA

Ognuno suona la sua musica.
E’ sacro il diritto di essere ciò che si è.
E’ sacro il diritto di sentirsi sereni nell’essere ciò che si è, anche quando si è fatti in un modo particolare che può risultare faticoso da sostenere per gli altri.
Se ciò accade, molto probabilmente è perché si possiedono caratteristiche meno frequenti statisticamente, nella maggioranza delle persone, e si rischia dunque di infastidire poiché si è diversi, in secondo luogo perché si proietta sugli altri la paura di non essere ‘degni, giusti, amabili’ che deriva spesso dai rimproveri e dalle critiche subiti nell’infanzia, l’inconscio tenta così di portare alla luce una nuova possibilità di liberazione. Liberarsi della paura del giudizio altrui è liberarsi dal nostro stesso giudizio.
E’ un dolore preciso quello di non sentirsi accettati per ciò che si è, ne fa una spiegazione magistrale il caro Alessandro Baccaglini in un post dal titolo ‘Le donne difficili da amare’ che consiglio di leggere per approfondimento (lo si trova sulla mia pagina facebook e anche sulla sua).
La ‘sindrome da lapidazione’ colpisce non soltanto le donne ma anche le persone più ‘deboli’ come i bambini o gli uomini più sensibili ed in generale le anime ingenue e a cuore spalancato.
Non è vero che si è arroganti per cattiveria: si diventa invece aggressivi per difesa, dopo aver ricevuto milioni di pietre addosso. Non si attacca. Non veniva nemmeno in mente l’eventualità di attaccare, ma quando il sangue inizia a colare dalla pelle e dal cuore… ci si stufa e ci si difende.
Bisogna schivarle, quelle fottute pietre.
Non bisogna rispedirle al mittente, poiché si ritorna allo stato di coscienza da vecchio testamento e legge del taglione, non ha alcun senso sobbarcarsi l’ulteriore peso del rancore verso i propri persecutori.
Ha senso invece amare i propri nemici perché rende liberi.
Amare i nostri nemici significa non portare loro rancore, schivare le pietre e soprattutto non credere ai nostri accusatori.
Non dobbiamo più credere ai nostri accusatori.
Eravamo anime sensibili ed ingenue, ci ponevamo a cuore spalancato e generoso nei confronti del mondo, eravamo troppo esuberanti ed alcune nostre caratteristiche davano fastidio poiché minavano lo status quo imperante… e allora siamo stati lapidati.
E’ ora di guarire quella ferita, di uscire dalla buca in cui siamo stati seppelliti vivi e di smettere di considerarci sbagliati così da far smettere gli accusatori di accusarci. Proprio come insegna la legge dello specchio. Iniziamo a sentirci sereni e liberi di essere come siamo, e poi l’esterno sarà costretto a reagire di conseguenza.
E’ il momento di suonare la nostra musica, senza rabbia, senza voler dimostrare nulla a nessuno, per il puro gusto di suonare
Quando diamo ascolto a chi ci vuole diversi, stiamo abdicando al ruolo di sovrani di noi stessi e ciò ci fa perdere la forza di andare avanti, il sorriso, la gioia di vivere…
Quando realizzi che puoi essere ciò che sei… è come un macigno che ti cade dal cuore istantaneamente. Una trasmutazione immediata.
Tutto ciò non significa ovviamente giustificare atteggiamenti nocivi né tantomeno assecondare la pigrizia che ci farebbe smettere di crescere, evolvere, smussare gli angoli.
Per amore della bellezza siamo chiamati a raffinarci: da diamanti grezzi diveniamo via via sempre più brillanti.
Ma senza snaturarci mai: ogni diamante ha il suo personalissimo timbro sonoro, la sua sfumatura di colore e la sua energia.
Se permettiamo che il giudizio altrui soffochi la nostra unicità e la nostra individualità stiamo commettendo un crimine verso l’umanità. Non dobbiamo accontentare nessuno.
Accade che il giudizio altrui ci soffochi, soprattutto se esso deriva da persone che stimiamo e il cui parere ha un grosso peso per noi.
Spesso accade anche tra fratelli di cammino: professiamo il non-giudizio e l’apertura del cuore… e poi i fatti parlano di chiusura, critica e talvolta anche esclusione nei confronti dell’altro.
Il diritto ad avere opinioni è sacrosanto, ma ciò mai deve sfociare in aspra critica.
Ogni volta che stiamo mettendo in luce solo l’ombra di qualcuno e lo facciamo con sentimento di rifiuto, lo stiamo condannando.
Paradossalmente, se io dico a qualcuno che è cattivo, e magari non lo è, egli lo diventerà per difesa, per sostenere quella parola e soprattutto quella vibrazione e quell’energia con cui viene buttata addosso.
Ogni volta che in ambiente ‘risvegliato ed illuminato’ io dico a qualcuno ‘Tu non mi risuoni’ con l’energia del rifiuto e della disistima, sto gettando una pietra.
Dov’è finito il sano buon senso, dove si è smarrita la solidarietà, dove l’umano sostegno e l’accettazione del prossimo così com’è?
Queste cose semplici e preziose si respirano di più nelle piazze di paese tra i cosiddetti ‘terrestri addormentati’ che nei social o tra fratelli di Via.
Gesù diceva che ci riconosceranno da come ci amiamo gli uni gli altri.
A volte invece si arriva al parossismo del lavoro su di sé e si sopportano situazioni aberranti, immersi nella rassegnazione. Si perde il sorriso, si perde la gioia.
Amicizia, coppia, famiglia e professione diventano solo un resistere, un’osservazione fredda, un andare avanti prendendola come un ‘io lavoro su di me e sto male, ma è normale, mi hanno detto che devo accettare tutto’.
Molte delle cose che ci sono state insegnate nell’ambito del lavoro su di sé sono state utili e valide anni fa, forse, ma ora sono vecchie. O magari sono state solo fraintese, o applicate in modo accademico, senza un briciolo di piedi per terra.
Invece c’è un limite che non si può oltrepassare: la gioia.
Se voglio scappare da una situazione sgradita perché mi racconto le bugie e voglio fuggire senza lavorare su di me, faccio bene a restare e a sviluppare volontà, per esempio.
Ma se sono già una persona di volontà e sto perdendo la gioia profonda di fare ciò che faccio, basta.
Il limite è la gioia.
Sii te stesso, e suona la tua musica, costi quel che costi, o non avrai mai vissuto.

 

Tratto da:

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mistero…

– Lasciate che vi spieghi, in teatro, come funziona: la condizione naturale è una serie di ostacoli insormontabili sulla via dell’imminente disastro.
– E allora che si fa?
– Nulla. Stranamente tutto si risolve per il meglio.
– E come?
– Non lo so, è un mistero.

 

Shakespeare in Love…

Prometti a Te Stesso

Prometti a te stesso di essere così forte che nulla disturberà la tua mente.
Prometti a te stesso di parlare di bontà, bellezza, amore ad ogni persona che incontri, di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro, di guardare il lato bello di ogni cosa, di lottare perchè il tuo ottimismo diventi realtà.
Prometti a te stesso di pensare solo al meglio, di aspettarti solo il meglio, di essere entusiasta del successo degli altri come lo sei del tuo.
Prometti a te stesso di dimenticare gli errori del passato per guardare a quanto di grande puoi fare in futuro,
di essere sereno in ogni circostanza e di regalare un sorriso ad ogni creatura che incontri.
di dedicare così tanto tempo a migliorare il tuo carattere da non aver tempo per criticare gli altri.
Prometti a te stesso di essere:
troppo Nobile per l’ira
troppo Forte per la paura
troppo Felice per farti vincere dal dolore.
 
Christian L. Larson

 

Fonte: www.leparoledegliangeli.com

Conversations with my 13 year old self
Conversations with my 13 year old self

You’re angry, I know this
The world couldn’t care less
You’re lonely, I feel this
And you wish, you were the best

No teachers or guidance
And you always walk alone
You’re crying at night when
Nobody else is home

Come over here and let me
Hold your hand and hug you, darlin’
I promise you that it won’t
Always feel this bad

There are so many things
I want to say to you
You’re the girl, I used to be
You little heartbroken 13 year old me

You’re laughin’ but you’re hidin’
God, I know that trick too well
You forget that I’ve been you
And now I’m just the shell

I promise, I love you
And everything will work out fine
Don’t try to grow up yet
Oh, just give it some time

The pain you feel is real
You’re not asleep but it’s a nightmare
But you can wake up anytime

Oh, don’t lose your passion
Or the fighter that’s inside of you
You’re the girl, I used to be
The pissed off complicated 13 year old me

Conversations with my 13 year old self
Conversations with my 13 year old self

Until we meet again
Oh, I wish you well
Oh, I wish you well
Little girl

Until we meet again
Oh, I wish you well
Little girl
I wish you well

Until we meet again
My little 13 year old me

“L’iniziato sembra una persona come tutte le altre. Si confonde con la folla. Ha delle preferenze, alle volte si infervora su una opinione e la sostiene. Ha un lavoro, degli hobby. Ha famiglia. Veste in modo comune. Alle volte è in difficoltà nella vita quotidiana. A volte è in disaccordo con altre persone e sostiene il proprio punto di vista.
Quello che dell’iniziato non si vede con occhio profano è che l’iniziato sa di essere solo. Sa che nessuno lo potrà aiutare nella feroce battaglia con lo stimolo distruttore, che è nato con lui e morirà con lui. Sa che ha tutti gli strumenti necessari per affrontare questa battaglia e mette tutta la propria attenzione quotidiana allo scopo di osservare se stesso e le proprie reazioni. Sembra coinvolto, ma non lo è. Sembra che indossi anche lui una maschera, e lo fa, ma ha smesso di identificarsi con essa. Sa che ogni azione compiuta è un seme che ha piantato, e presto o tardi, anche se lui fisicamente non sarà lì ad assistere, quel seme darà i suoi frutti. Sa che ogni pensiero è attivo nel mondo, e vigila su se stesso affinché i propri pensieri siano coerenti con la sua battaglia. Apparentemente dice cose comuni, ma sa che la parola è un ponte tra il non manifesto e il manifesto, quindi agisce di conseguenza. L’iniziato non mente, perché sa che se mentisse quella bugia sarebbe diretta solo a se stesso.
Ha ricevuto in dono dallo Spirito degli strumenti straordinari, ha aperto i suoi occhi su nuove possibilità. Ha avuto la forza, l’intelligenza, il coraggio, il cuore di contemplare che tutto ciò che aveva apppreso era illusorio, e le nuove basi su cui poggia la sua vita di iniziato sono esclusivamente basi interiori, perché esiste solo la percezione del soggetto o il vuoto da cui sgorga il percepito. Tutto il resto è follia. L’iniziato non crede a nulla che non derivi dalla sua propria esperienza e sa che anch’essa può essere estesa all’inifnito, perché non v’è limite alcuno alle domande che può porsi.
Davanti a questa presa di coscienza si rende conto che ha la grande responsabilità di comunicare agli altri la conoscenza a cui lui stesso ha avuto accesso. Con gli strumenti che possiede, con i talenti di cui è dotato. Ha la responsabilità di vivere ogni giorno da iniziato e dare l’esempio a chi lo circonda. Sa che l’unico atteggiamento sensato è dare amore in tutte le sue forme al prossimo, senza aspettarsi nulla in cambio, perché la sua ricompensa non arriverà da uomo, bensì dallo Spirito. Donare quello che ha ricevuto, a chi sarà pronto ad accoglierlo.
L’iniziato ha riconosciuto di essere un essere libero e fa di tutto per vivere coerentemente con questa consapevolezza.”

Fonte: http://educazionespirituale.blogspot.it/2012/08/la-condotta-delliniziato.html

#11/11

“when you look at me
what do you see?
this costume I weave
disfiguring me…”

Come little children

Come little children, I’ll take thee away
into a land of Enchantment,
Come little children, the time’s come to play
here in my garden of Shadows.

Follow sweet children, I’ll show thee the way
through all the pain and the Sorrows.
Weep not poor children, for life is this way
Murdering beauty and Passions.

Hush now dear children, it must be this way
to weary of life and Deceptions,
Rest now my children, for soon we’ll away
into the calm and the Quiet.

Come little children, I’ll take thee away
into a land of Enchantment,
Come little children, the time’s come to play
here in my garden of Shadows.

Fonte:

http://www.dmelhoff.com/who-wrote-come-little-children

“Non cade foglia che Dio non Voglia”

…forse dovrei abbandonarmi alla Volontà Divina…

…accadrà quel che deve, e così sarà di me…

Maktub.

tempo…

L’angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa…

Voglio riportare per intero questo articolo tratto dal blog “Ad alto volume”, perché esprime molto bene le problematiche dell’ambiente in cui crescono i nostri figli (in questo caso figlie).
Mi complimento inoltre con l’autrice, con cui mi trovo pienamente d’accordo, perché non avrei saputo esprimermi meglio.

Fonte: http://adaltovolume.blogspot.it/2013/06/contro-hermione-granger-loredana.html?spref=fb

 

Contro Hermione Granger, Loredana Lipperini: cosa leggono le bambine ?

Hermione, fan art di Flominowa.
Questa Hermione mi piace perché l’ho sempre
immaginata così:
non bellissima, ma dall’aria simpatica

(da Ancora dalla parte delle bambine.)

Quella che sto per scrivere non è una vera e propria Recensione. Credo che chiunque si avvicini ai libro abbia una vaga idea di cosa parlino, o comunque l’argomento: quali sono i modelli delle nuove bambine? Che cosa sognano di essere ? madri? Ballerine ? Estetiste ? Mogli di calciatori ? Le eroine dei fumetti le invitano ad essere belle.

Credo che siano già state scritte così tante recensioni che non credo serva anche la mia per dire che si, vale la pena leggerlo.
E’ uno di quei libri che vorrei che leggessero tutte le donne, tutte le ragazze, tutte le lettrici.
Per favore, leggetelo.
Perché c’è sempre bisogno di saperne un po’ di più, sapere come oltre al maschilismo evidente nella comunicazione di massa (ovvero donne ignude ovunque) esiste anche un maschilismo più nascosto, più infido, più subdolo in molti altri aspetti della nostra vita.


Ho scelto questo capitolo perché è quello che mi ha colpita di più.
Innanzitutto il titolo, Contro Hermione Granger.

Chi è Hermione ?
Hermione è un’amica di Harry Potter. L’amica secchiona, quella che legge e che si ricorda tutto.
La Lipperini la definisce “una perfetta comprimaria, ma i protagonisti sono altri“.
Qui dissento perché se c’è una cosa nota a chiunque abbia letto Harry Potter è che Hermione è uno dei protagonisti fondamentali: lei è importantissima in più di una situazione. Definirla comprimaria è un po’ riduttivo. Certo mi sarebbe piaciuta vederla protagonista, ma non so se mi sarebbe piaciuta altrettanto: infatti Harry Potter, il protagonista, se la cava sempre per pura fortuna e grazie agli altri, meriti ne ha pochissimi (se non nascere un po’ sfigato).
Un giorno però mi piacerebbe vedere una protagonista come Hermione, intelligente, in un romanzo ben scritto, che dia filo da torcere a una come lei.

E credo che sia questo il punto del capitolo: il destino dei personaggi femminili, creature intelligenti nei romanzi, destinate a rimanere “nascoste”, a fare da spalla.
Ma questo succede quando si ha fortuna.
L’editoria infatti ha deciso di prendere un’altra strada, si è scelto di voltare le spalle alle potenziali Hermione protagoniste principali e di puntare tutto sull’eroina stereotipata: magica, bella & trendy.

Le donne leggono e scrivono tanto. Di amore più che altro.

Questo capitolo è dedicato interamente all’editoria, ovvero cosa leggono (leggevano) le bambine.
Innanzitutto un dato di fatto, le donne leggono moltissimo.
Nel 2012:

Le donne leggono più degli uomini: nel corso dell’anno ha letto almeno un libro il 51,9% della popolazione femminile rispetto al 39,7% di quella maschile. (by ISTAT)

La Lipperini ci dice però che oltre a leggere le donne scrivono tantissimo.
Questo credo sia evidente anche a chi è abituato a navigare tra i blog: io non mi considero una grandissima blogger, per lo più leggo i soliti, però mi sono accorta che le blogger donne che parlano di libri sono la maggioranza ( ma ripeto: non son una grande frequntatrice di blog).
Comunque, di cosa scrivono le donne ?

…è d’amore, ancora e soprattutto, che scrivono le donne, ed è di amore che leggono.”

Si parla di scrittrici donne che scrivono per un pubblico
femminile

Ora, è vero che ognuno è libero di legger quello che vuole.
Io non sono una grande fan dei romanzi d’amore, ma non perché sono una persona brutta e triste che odia l’amore e le coppie felici.
Più che altro non mi piacciono gli attuali romanzi d’amore perché sono uno la fotocopia dell’altro, dove sembra che l’unica aspirazione dell’emancipata protagonista femminile -che lavora e fa sesso senza problemi- sia sempre e solo la realizzazione in campo sentimentale o materno.
Non mi piacciono anche perché ho l’impressione che le scrittrici sappiano parlare “solo” d’amore, solo della sfera emotiva, come se questa dimensione appartenesse solo a loro.

Non so se riesco a spiegarmi, però c’è questa opinione diffusa che le donne riescano a descrivere meglio questo ambito perché sono più emotive/sensibili/toccanti in quanto donne appunto.
C’è il pensiero diffuso che gli uomini invece riescano meglio a scrivere laddove si parli di storia o thriller, gialli o qualsiasi altra cosa che necessiti il pensiero razionale, la stesura di schemi narrativi complessi.
E la cosa assurda è che la si accetta, o almeno molte donne l’accettano e difendono queste posizioni.
A loro l’amore, la sensibilità, l’emotività, agli uomini tutto il resto.

E questo si rispecchia nella produzione editoriale appunto.
Dato che le donne leggono tantissimo, storie d’amore ovunque.

Cosa leggono le bambine ?

Innanzitutto è triste dover constatare che esiste una differenza di genere nell’editoria per bambini/ragazzi.
In passato era meno evidente, gli stessi anni cui ha guardato la Lipperini per documentarsi la situazione era ancora  “leggera”, sostenibile, giustificabile addirittura.
In questi anni c’è stata una degenerazione.

La Lipperini parla prima del fantasy, dove le protagoniste femminili si dividono in eroine tradizionali (generose, armoniose, accudenti) e  guerriere che vestono spesso indumenti maschili e si battono con ferocia.
In entrambi i casi questi personaggi hanno un fortissimo legame con il sacro, sono quindi: maghe, streghe, fate, elfe. E in quanto magiche possono ovviamente fare a meno della sapienza, bastano i poteri, solitamente tramandati da antenate altrettanto magiche, in un cerchio che tende a rimanere chiuso.

Le Winx sono giovani, belle, magiche, sempre
ignude, il cui unico desiderio è piacere ai loro
amichetti, ma purtroppo devono salvare il mondo.
Stella -la biondina- è la peggiore.

Ad esempio si citano le Witch e le Winx, le seconde penosa storpiatura delle prime.
Le Witch e le Winx sono esattamente questo: ragazze magiche che devono combattere il male, istruite da donne altrettanto magiche per lo più, che tendono a fare gruppo e rimanere chiuse in loro stesse.
Non voglio parlare delle Winx perché sono una cosa terribile, un inno all’ocaggine femminile, alla leggerezza e superficialità sempre e comunque, un insulto al fantasy.
E posso dirlo perché ne ho viste parecchie di puntate, rimanendone disgustata sempre.
Vorrei parlare invece delle Witch, argomento per me doloroso.

Io leggevo Witch e posso dire con certezza che era un bel prodotto editoriale.

Le Witch nei primi numeri:
semplici.

Le protagoniste erano femmine ma non c’era l’ocaggine che c’è adesso in tutta la produzione per ragazze/donne.
Le protagoniste erano ben caratterizzate, erano vere, avevano sentimenti complessi verso il loro essere magiche. Anche loro pensavano all’amore, ma in modo semplice e imbranato, tipico di chi ha 11-12 anni, qual era la fascia cui era destinata questo fumetto.
Di trucchi, ragazzi, moda c’era pochissimo, quasi niente. Prima c’erano i problemi da risolvere, le situazioni ingarbugliate da spiegare, l’amicizia tra di loro, la famiglia. Le rubriche presenti erano pochissime e tutte “stupidine”, come ad esempio “sei fata o strega?/vacanze: montagna, mare o…? etc.”
Era un bel fumetto insomma, difatti ebbe un notevole successo, anche tra i ragazzi.
Poi cos’è successo ?
E’ successo che qualcuno ha deciso che non andava bene, forse erano troppo “normali”; magia a parte infatti passavano il loro tempo a studiare, a litigare con i genitori, a progettare piccole cose.
Poi pian piano è cambiato: prima le rubriche dove hanno iniziato a fare comparsa profumi/smalti/rossetti/vestiti-vari/interviste ad attorucoli o cantanti o principi/poster da staccare…poi le storie. Non più semplici problemi e lotte contro il male, no: meno lotte e più spazio alle loro avventure scolastiche, alla moda, ai ragazzi superfighi, alle vacanze superfighe.
Due anni fa ho avuto uno shock al Lucca Comics.
C’erano copie omaggio di Witch ovunque.
Notate le piccole differenze.

Witch n. 1 e n.89, 2001 e 2008
(nell’angolino in alto a destra è stata tagliato Marco Carta)

La storia di questo numero è un insulto ai primi numeri.
Le Witch sono superfighe, magre, belle, vestite bene, truccate, con la pancia superpiatta e…superfortunate.
In quel numero hanno una botta di fortuna dopo l’altra, loro non fanno niente a parte sognare il proprio lui ad occhi aperti.
L’anno scorso è uscito l’ultimo numero e credo che sia stato solo un bene.
Ho letto alcuni commenti online e che dire: le sciocchezze sono andate avanti.
Le storie sono calate draticamente dalle 60 pagine degli inizi a 30 scarse, dove le Witch non erano quasi più neanche Witch oramai, mentre nel resto della rivista hanno preso piede le varie rubriche stile Cioé. Solo che questo fumetto era stato pensato per delle pre-adolescenti.

Si nota la differenza con le prime WItch ?

E’ questo che è successo all’editoria per bambini e ragazzi: c’è stato un progressivo sdoganamento di quegli argomenti da “grandi”, come l’importanza di essere alla moda, di avere il ragazzo, di ascoltare la musica giusta…sopratutto nella produzione destinata alle bambine/ragazzine visto che anche una volta cresciute le riviste sono sostanzialmente uguali.
Perché ?
Io mi rispondo che è solo per vendere ovviamente, ma non è solo così purtroppo.

Da Minni&company a Minni & Daisy

Una volta esisteva Topolino. E Paperino, Qui, Quo, Qua, Pippo…
Poi in un lontano 1993 si decise di creare una testata a parte per dare spazio a Minni.
Lessi anche quelle all’epoca.

Erano belle storie.
Certo la copertina era volutamente femminile, con quelle stelline e quei fiocchetti… però i contenuti meritavano. Fu davvero un dare più spazio alle protagoniste femminili, queste si eternamente relegate al ruolo di comprimarie in Topolino.
Mi ricordo ancora di alcune bellissime storie, dove era Minni a far fare a Topolino la figura dello sciocco. Oppure alcune bellissime storie in cui Paperina era altrettanto pasticciona e sfortunata come Paperino, e pure a lei toccava nascondersi da zio Paperone ogni tanto. E ancora: Gli anni muggenti di Clarabella.
Insomma, ci fu una differenziazione tra generi ma fu ben pensata, le storie erano belle: Minni e altre uscivano di casa, vivevano avventure, scendevano dal piedistallo… facevano altro insomma.
Le rubriche erano per bambine, molto semplici, molto rosa, molti cuccioli…molto zuccherose. E queste infatti un po’ disturbavano, per questo lo prendevo sporadicamente.
Inutile dire che non esiste più.
La versione attuale è Minni&Daisy.
Come puoi vendere prodotti da teen-ager come scarpette/rossetti/piccole star quando le tue protagoniste sono due adulte quasi-trentenni eterne fidanzate ?
Ed ecco che quindi Minni e tutte le altre non andavano più bene, ma sopratutto non andava bene la loro età.

da Antonio Genna

Le protagoniste sono una Minni e una Paperina (Daisy è più cool probabilmente) gggiovani, quando ancora non conoscevano i loro fidanzati, uscivano con le amiche (le loro amiche sono tutte nuove, giovani e sempre femmine), si divertivano ed erano ovviamente alla moda.
Avete notato come somiglia terribilmente ai giornali “da grandi”? Il giornaletto sarebbe per le bambine dai 7 ai 10 anni.

le giovani lettrici potranno divertirsi con giochi e test, ricette di cucina, consigli di moda, notizie sul mondo della tv e del cinema e molto altro ancora!

Ditemi voi cosa dovrebbe fregargliene a una bambina della moda, del mondo della tv e del cinema.

Altre pubblicazioni

Sfortunatamente la lista sarebbe lunga e questo post è già abbastanza lungo.
Mi limito a segnalare altre schifezze, ad esempio i libri di Tea Stilton, la sorella di Geronimo.
E’ triste pensare che già uno Stilton non sia sabbastanza.

Tea Stilton

Geronimo Stilton:

Nato a Topazia (Isola dei Topi), Geronimo è laureato in Topologia della Letteratura rattica e in Filosofia archeotopica comparata. Dirige l’Eco del Roditore, il giornale più famoso dell’Isola dei Topi… Gli è stato conferito il premio Topitzer. Nel tempo libero colleziona antiche croste di parmigiano del Settecento, ma soprattutto adora scrivere libri in cui racconta storie divertenti e avventurose.

Tea Stilton:

Tea, la sorella di Geronimo, è l’inviato speciale dell’Eco del Roditore ed è l’esatto opposto di quel fifone di suo fratello. Guida ogni mezzo, dalla moto all’aeroplano, adora gli sport estremi e i viaggi avventurosi; ama fare paracadutismo ed è cintura nera di karate. È anche una roditrice affascinante: i suoi occhi viola e il suo carattere grintoso fanno innamorare tutti i roditori che incontra.

A Tea ovviamente la laurea i premi prestigiosi non servono, bastano il fisico atletico e  il fascino (nei libri emergono questi elementi più che altro).
I libri di Tea Stilton inoltre non fanno altro che perpetrare i soliti argomenti stereotipati da femmine.
Ci sono principesse, top model, cuccioli da salvare, sfide a ritmo di danza, diari segreti…mentre al suo omonimo rimane tutto il resto, come la riscrittura dei classici per ragazzi.

Insomma, la strada sembra essere questa: una continua differenziazione di genere dove chi ci rimette sono sempre le bambine, stordite da tutto quel rosa, dai brillantini, le ricette magiche, gli amori, i cuccioli, il costante e martellante dover essere alla moda.

Princess College
Milla e sugar
Scuola di danza
Scarpette rosa
Violetta Magazine, dalla serie TV
Belle, astute, coraggiose

E potete trovarne ancora in questo post e quest’altro tratti dal blog Un altro genere di comunicazione.

Quindi ?

Il capitolo Contro Hermione Granger mi ha aiutata a guardare con ancor più attenzione la produzione editoriale destinata ai bambini.
Io ho sempre “snobbato” questi libri, ovvero non li ho mai consigliati ma non ho nemmeno mai remato contro perché

1. libertà di lettura (posso dire io ai genitori che quel libro è diseducativo?)
2. non mi sembravano così “tremendi”( ad esempio quelli di Einaudi sono carini, Scarpette rosa, Belle astute e coraggiose).

Però adesso mi rendo conto che non va bene.
All’interno si promuovono i soliti valori dell’amicizia&amore ma in un contenitore veramente limitato e, a tratti, umiliante.
Possibile che per raccontare delle belle storie con bambine protagoniste ci si debba sempre rivolgere solo a loro ?
Possibile che quando si pensa alle bambine ci debbano sempre essere delle principesse, il rosa, i cuccioli, i vestiti giusti ?
Possibile che nelle storie per bambine le protagoniste sono sempre sirenette, danzatrici, piccole star incomprese, principesse, fatine o streghette ? E queste poi nonostante siano le più brave del mondo è solo grazie al loro fascino innato che fanno innamorare “lui”, perché si: l’obiettivo è sempre lui.
Una bambina che vuole diventare una grande scienziata no ? Oppure una piratessa invece di una sirenetta? O ancora, una protagonista femmina che dirige un grande quotidiano invece del solito Vogue ?

E’ una situazione un po’ triste perché credo che gli unici che possano cambiare qualcosa siano i genitori, i nonni, gli adulti, chi sgancia il denaro insomma.
Agli editori io rimprovero “solo” di esser un po’ troppo pavidi, poco intraprendenti e di avere una bassa considerazione delle bambine.
Sono i genitori che dovrebbero riflettere due volte prima di comprare certi libri, certe riviste, certi prodotti: tu genitore, quando compri lo zainetto delle Winx, sei consapevole che stai regalando a tua figlia una velina, che tu giustamente disprezzi, in miniatura ?  Lo sai che le Winx si salvano il mondo, ma solo dopo essersi fatte i capelli, aggiustate le unghie, risolto i loro guai amorosi ?
Magari un giorno tutti questi prodotti falliranno, come è successo con Witch,  e allora gli editori si decideranno a cambiare qualcosa.
Nel frattempo però le Winx &Company continuano a collezionare successi.

In ultimo, ho trovato questa mail molto interessante di una redattrice che ha lavorato a molti dei prodotti citati dalla Lipperini. Estrapolo una piccola parte.

(…) Ho letto il capitolo 5 “contro Hermione Granger” con crescente angoscia. Continuavo a ripetermi: “Ma no, non posso aver fatto tutto questo! Non è possibile!”
E invece sì, è possibile. Perché l’ho fatto.
Potrei dire, a mia discolpa, che l’ho fatto perché mi era stato commissionato. Mi hanno detto di scrivere certe cose e io l’ho fatto. Ma la realtà è anche peggio. La realtà è che non ci ho pensato! (…)

Mi ha colpita il fatto che la redattrice in questione non abbia mai pensato al peso culturale del suo lavoro.
E riporto il post scriptum, il più interessante.

Ps.  Qualche mese fa un mio collega, sceneggiatore di fumetti, si è rivolto a me per sapere come mai non riusciva a vendere a nessuno il progetto di una nuova serie. La serie ha come protagoniste cinque ragazzine normali appassionate di sport. Le ragazzine non hanno poteri magici, vivono una vita normale e attuale, studiano, navigano su internet, qualche volta si innamorano, fanno progetti per il futuro… insomma, normali. A quanto pare però non hanno abbastanza “appeal”.
Il mio collega non capiva: “Ma devono per forza sembrare troiette?”, mi ha chiesto perplesso, “Possibile che la velina debba essere l’unico modello di riferimento per le ragazzine oggi?
Ma no, naturalmente. Per le ragazzine vere no. I nostri editori, però, non se ne sono ancora accorti.

Ah, ma quindi esistono altre proposte, altre storie, altri modi di raccontare…solo che vengono cestinate.

Il Nuovo

“Qualsiasi cosa nuova entri nlla tua vita, è un messaggio di Dio. […] L’uomo ha solo bisogno di rilassarsi un po’ di più per accettare il nuovo; ha bisogno di aprirsi un po’ di più per lasciarlo entrare. Fai strada a Dio, affinchè entri in te.

[…] Solo il nuovo accettato profondamente e totalmemte può trasformarti. Non puoi introdurre il nuovo nella tua vita. Tu puoi solo accoglierlo o respingerlo: se lo respingi, rimarrai una pietra, chiusa e morta; se lo accogli, diventerai un fiore, comincerai a schiuderti…

[…] La ricerca del nuovo non può essere una comune ricerca, perchè aspira al nuovo: come potresti cercarlo? Non lo conosci, non l’hai mai incontrato. La ricerca del nuovo è solo un esplorazione aperta. Tu non sai. Devi inziare da uno stato di non-conoscenza, devi muoverti con l’innocenza di un bambino, eccitato dalle possibilità, e le possibilità sono infinite.

[…] Non puoi fare niente per creare il nuovo, perchè qualsiasi cosa tu faccia scaturirà dal vecchio, scaturirà dal passato. Agisci spontaneamente, lascia che ogni momento sia decisivo in sè. Non imporre la tua decisione, perchè quella decisione scaturirebbe dal passato e distrugerebbe il nuovo. Agisci nel momento, come un bambino: abbandona completamente te stesso al momento, e ogni giorno troverai aperture nuove. E queste intuizioni nuove continueranno a trasformarti.”

 

Osho

“Dopo tutto questo tempo?”

“Sempre.”

Un po’ di politica?

In principio era l’intuizione.
La parte femminile dell’Uomo, in tutte le sue forme, supera la logica maschile della ragione. Nessuna Legge può impedire questa evoluzione.
Quando una Legge nasce con il proposito di essere “contro” nasce male. Questo accade quando si vuole ipocritamente affrontare una questione senza volerla effettivamente risolvere.

È fondamentale che i “politici” che fanno le Leggi imparino ad indirizzare le loro energie a favore di una maggiore consapevolezza civica, invece che falsare immoralmente il vero per imporre con l’inganno il possibile. Anche il migliore dei propositi può naufragare, se lo si indica nel pieno di una rissa.
Mi riferisco in particolare all’ultima Legge “contro” emanata dal Parlamento, ossia quella sul femminicidio e sull’omofobia.

Con quale ipocrisia il Parlamento della Repubblica Italiana emana una Legge nella quale sono previste pene per le discriminazioni contro gli omosessuali se il primo a discriminarli è proprio lo Stato?
Uno Stato che vorrebbe mettere il suo timbro di “legalità” alla natura.

In fondo la legalità non è altro che una convenzione sociale. Nulla di più! E non ha il potere di stravolgere ciò che in natura esiste da sempre. Da marzo a ottobre possiamo dichiarare che sono le tre del pomeriggio anche se sono le due, ma questo non significa aver spostato il sole. È ipocrita fare una legge contro l’omofobia quando è lo Stato stesso, negando il suo assenso alle Unioni Civili, a porre un veto morale sull’omosessualità. La mente dei politici – e di conseguenza delle molte persone che li proiettano nelle istituzioni – funziona solo per sottrazione, ovvero: riconoscere il diritto agli omosessuali di unirsi civilmente come coppia significa diminuire lo stesso diritto alle coppie eterosessuali. Non ha senso! L’estensione di un diritto in questo caso è solo il riconoscimento di ciò che in natura esiste. Non occorre quindi una legge ipocrita contro l’omofobia se si vogliono autenticamente evitare discriminazioni. Questa può servire solo come diversivo alla propria coscienza. Il rispetto, la reciproca solidarietà e l’armonia sociale si possono ottenere solo se s’indirizzano gli sforzi a consolidare uno spirito di accoglienza pieno da parte della Comunità nei confronti di tutti quegli individui tenuti fino ad oggi in ombra. È questa emarginazione che ha prodotto una cultura “contro” e può essere cancellata solo da un atto di coraggio che metta in luce quegli angoli della nostra essenza umana che la morale di questa Società ipocrita ha censurato in pubblico per abusarne in privato.

In paesi come la Spagna, dove da ormai 10 anni la Comunità riconosce l’Unione Civile delle coppie omosessuali, una delle conseguenze più importanti che davvero contribuiscono a formare una cultura dell’accoglienza è che i bambini fin dalle scuole elementari imparano che non c’è nulla di male, nulla di cui vergognarsi se due persone dello stesso sesso si amano e vogliono stare assieme alla luce del sole. Fra 30 anni in Spagna a nessuno verrà in mente di discriminare il compagno di scuola, di lavoro o l’amico perché omosessuale. Così come accade già da 40 anni in Olanda.

Caro Stato italiano, la tua legge contro l’omofobia non potrà nulla contro quei ragazzini che a scuola prendono in giro ed emarginano i compagni perché sono gay, spingendo loro al gesto estremo di togliersi la vita. Smettetela voi politici di tutti i colori con queste pantomime. Molti italiani non se la bevono più nonostante la Tv di regime, la stampa di regime, e le sciocchezze compassate al limite del ridicolo che raccontate con quella posa asettica e priva d’animo che assumete quando commiserate i morti a causa della vostra codardia.

Stessa cosa vale per il “femminicidio”. Il femminile è offeso e dileggiato quotidianamente dal linguaggio che usate, dalla postura che assumete, dalla volgarità con cui vi rivolgete tra di voi e che fate in modo sia riservata ai Cittadini da buona parte della Pubblica Amministrazione. In quest’ultime settimane il veleno è uscito a fiumi dalle bocche di molti di voi, odio, occhi sprizzati di sangue, richieste di ghigliottina, barricate “contro” questo e “contro” quello. Non si cambiano le cose con una Legge, ma con l’esempio! Voi per primi dovreste dare l’esempio, e invece cosa fate in ossequio all’energia femminile dell’accoglienza, dell’ascolto, della riflessione, della forza di volontà che si dimostra con la grinta e la costanza negli obiettivi quotidiani? Vi insultate, urlate, vi maledite, vi parlate addosso, non vi ascoltate, non siete capaci di collaborare. Voi siete i primi a umiliare quell’energia femminile che volete farci credere di voler difendere con un’altra legge farsa. Sapete bene che questo rafforza invece soltanto il vostro salvacondotto per lo Status Quo: dividete le persone, gli individui, l’umanità, i cittadini, volete che si scannino tra di loro per dominarli meglio, per piegarli sempre a un volere superiore a cui voi stessi dite spesso di essere assoggettati: Europa, Euro, Fondo Monetario, OCSE, Spread, ecc…

È il potere fine a se stesso, quello che credete sia nelle cose che fate e non in ciò che siete, che vi logora. Ne siete schiavi, come lo era il Gollum che prima del giovane Frodo aveva tenuto per sè l’Anello che lo ha consumato. Nello spettacolo che date non c’è nulla di femminile, qualunque colore siate, chiunque vogliate giustiziare, chiunque vogliate salvare. Di cosa parlate? Nessuno lo capisce. Il Centrodestra parla del ticket Meloni-Tosi, ma il ticket non era quello sulle medicine? Sulle tasse parlate del cuneo fiscale e in molti hanno creduto che fosse un privilegio solo per gli abitanti di Cuneo. Ogni giorno con la complicità dei vostri media di regime avvelenate il cuore e la mente degli individui con notizie drammatiche, immagini tragiche. Parlate della crisi economica e non avete il coraggio di dire che l’Euro è stato creato per far guadagnare gli speculatori affamando i popoli. Voi siete complici di questo stato di cose. Qualcuno tra di voi dice che vuole chiedere l’Impeachment per Napolitano se darà la grazia al “potente”, ma non si è sognato di chiederlo per tutti gli atti che ha controfirmato davvero a favore dei Potenti: banchieri, speculatori e finanzieri senza scrupoli. Basti pensare al Trattato di Lisbona, al MES, al Fiscal Compat e all’introduzione del pareggio di Bliancio in Costituzione (Art. 81). A questi Potenti (perché sono davvero POTENTI) nessuno oserebbe fare un processo. Questo Paese è esanime e lo state finendo voi che avreste la responsabilità di risollevarlo perché vi è stato dato il consenso popolare. Ed è proprio questo consenso il vostro limite. Per cercare di accontentare tutti non accontentate nessuno. Siete senza Coraggio (cor-agere significa agire con il Cuore=intuizione=femminile). Lottate per la prevaricazione e la sopraffazione e solo per i vostri interessi o per codardia vi limitate a mantenere il vostro impiego, ammettendo a voi stessi che tanto non potete fare nulla neppure voi. Tutto questo è imbarazzante. Voi fate le Leggi quando le Leggi sarebbero da cancellare perché ce ne sono troppe. Fate credere ai Cittadini che: “la Legge non ammette ignoranza”, quando sapete benissimo che è come far dichiarare loro: “siamo degli idioti e ce lo diciamo”. 50 leggi si possono più o meno imparare, così come a scuola si imparano i nomi dei fiumi, delle capitali e le tabelline, ma non venite a dire che ciascun Cittadino dovrebbe conoscere le 138 mila Leggi dello Stato italiano!!! Parlate di Lavoro e non avete il Coraggio (* vedi sopra il significato) di dire che un Paese che non sa coltivare le proprie terre, che non sa tramandare l’arte dei propri mestieri alle nuove generazioni e che rinuncia ai suoi beni artistici e architettonici e alle sue risorse naturali è destinato ad essere spazzato via in breve tempo. Avete fatto credere agli italiani che tutti i ragazzi dovessero diventare dottori, tutti alle Università per prepararsi alla disoccupazione o al precariato esistenziale, così la tensione sociale poteva essere tenuta sempre ai massimi livelli. Dove sono i fabbri, i falegnami, i decoratori, i ceramisti, ma anche solo gli agricoltori, gli allevatori? Nessuno vuole più fare questi lavori perché sono tutti dottori.  E intanto dalla piccola botteguccia a Capua, nel casertano, che vende le mozzarelle DOP di Bufala, passando dalle Reception di tutti gli alberghi in cui sono stato nel mio lungo viaggio in Italia questo ultimo mese, fino ad arrivare alle campagne pugliesi dove si raccolgono uva, anguria, olive… ebbene qui ci sono tutti Cittadini stranieri che lavorano a centinaia. Gli italiani qui non ci lavorano! E smettetela con queste sceneggiate in TV sulla disoccupazione. Se davvero vi interessasse risolvere le urgenze di questo Paese allora davvero le cose cambierebbero. Servirebbero poche cose per riprendere il ciclo evolutivo: ritorno alla moneta sovrana con cambio fisso sul dollaro, investimenti e incentivi legislativi su Agricoltura, Allevamento, Artigianato, Turismo e Beni Artistici e Architettonici e utilizzo delle risorse naturali per la produzione di energia. Da qui, assieme ad una profonda riforma scolastica e a un piano nazionale di ristrutturazione e manutenzione straordinaria e ordinaria infrastrutturale ed edilizia (ovunque lungo lo stivale è uno scempio anche solo per piccole cose: dalle ringhiere arrugginite, alle strade piene di buche, alla Reggia di Caserta il cui giardino antistante sembra uno scenario post atomico. Ma anche solo la sporcizia dei numerosi parchi pubblici abbandonati a se stessi, la muffa sui monumenti, le ragnatele sulle volte dei musei, i portici dei teatri dell’Opera che puzzano di urina, la segnaletica divelta, e molto altro che chi legge potrebbe aggiungere alla lista senza cercare polemica, ma come spunto per provvedere a risolvere). Il nostro Paese, unico al mondo per clima, paesaggi, natura, cultura, enogastronomia, artigianato e beni artistici potrebbe essere tra i più prosperi al mondo. Invece cosa abbiamo imposto a questa nostra nazione, a questo Popolo stanziato su un territorio che si da una giurisdizione e una moneta e si fa chiamare Stato italiano? Abbiamo tolto la moneta e l’abbiamo data a privati speculatori che ce la prestano con gli interessi per poi farci sapere attraverso i loro media che abbiamo il debito. Costringiamo a gettare il latte delle nostre mucche, le arance, il frumento e i frutti della nostra terra per favorire il mercato comune, ovvero sempre gli stessi speculatori. Non facciamo che emanare normative sempre più assurde costringendo le piccole e medie aziende a lavorare ai limiti della vostra ridicola legalità per poterle ricattare e tartassare. La Pubblica Amministrazione che dovrebbe essere il punto di riferimento per il Cittadino, l’impresa, l’insegnante, il professionista, l’artigiano, il commerciante, diventa invece il nemico giurato pronto ad ostacolarti o sanzionarti. Questo accade all’Italia mentre voi vi scannate, vi odiate, v’insultate, vi promettete guerra e cercate l’ennesimo capro espiatorio da sollevare sul patibolo per distrarre il Popolo dal crimine che i vostri superiori nell’ombra, grazie alla vostra codardia e in qualche caso complicità, stanno compiendo ai danni del nostro Paese. Parlate di tasse ma non siete in grado di fare i conti più semplici. La vostra capacità di far di conto è paralizzata in un loop di mediocrità. L’Italia ha bisogno di una riforma fiscale radicale. Tutti i guadagni dovrebbero entrare nelle tasche di chi lavora senza alcuna trattenuta, al lordo. Ciascun Cittadino che abbia un reddito da lavoro o pensione (che deve essere minimo per tutti di 18 mila euro l’anno) dovrebbe pagare una tassa fissa di 3 mila euro allo Stato e se guadagna di più, paga in percentuale il 15% dei suoi guadagni. Così facendo il sangue dell’economia e della produzione ritornerebbe a scorrere in questo Paese. Dovete mollare la presa che state stringendo al collo del nostro sistema fatto di piccole e medie imprese, di persone che lavorano e vogliono risparmiare, di coloro che hanno desideri da realizzare. Se il sangue non circola, come in qualunque altro corpo, inizia la cancrena prima alle zone limitrofe poi si espande agli organi vitali, fino a far sopraggiungere la morte. Il nostro Paese ha un prodotto interno lordo dichiarato di 800 miliardi di Euro e un sommerso di 267 (stimati – dati Istat). In tutto stiamo parlando di un potenziale di oltre 1000 miliardi. Sono ormai pochi coloro che vogliono investire in questa Italia diventata Stato di polizia, che vessa chiunque abbia voglia di realizzare qualcosa di utile per se stesso e per la Comunità. Vi state approfittando di tutti coloro che pensano di non aver diritto a realizzare i propri Desideri e i propri sogni e secondo voi si dovrebbero accontentare dell’elemosina di Stato (reddito di cittadinanza), così volete produrre nuove masse di schiavi che in cambio di qualche briciola sarebbero disposti ad avvallare ciò che di male siete disposti a compiere ai loro danni, a loro insaputa. Se create odio, violenza, volgarità, recriminazione, vendetta, ipocrisia, falsità… tutto questo vi tornerà indietro. Quell’energia vi punirà perché “chi di spada ferisce, di spada perisce”. È successo sempre così nella storia. Chi fa la guerra prima o poi viene ucciso, chi cerca consensi sulla questione “morale” viene spazzato via da quella falsa morale che aveva cavalcato (vedi Di Pietro, la Lega Nord…), chi fa credere che la vita sia solo soldi e belle donne viene travolto da questo (vedi Berlusconi), chi indica gli omosessuali come peccatori deve fare i conti con gli scandali relativi (vedi la Chiesa). Quando 2000 anni fa quell’Uomo andava in giro a dire: “Voi non giudicate e non sarete giudicati”, “perché guardi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello e non vedi il trave che è nel tuo” e aggiungeva “beati i perseguitati dalla giustizia” e ancora “porgi l’altra guancia”… ebbene quest’Uomo diceva cose che dopo 2000 anni possono ancora farci riflettere. Non è nell’altro che dobbiamo cercare il miglioramento, ma in noi stessi. Ciascuno deve essere l’esempio e nessuno può chiedere ad un altro di essere migliore se per primo non lo è lui (i politici non riflettono altro che il lato oscuro di ciascuno di noi con cui non vogliamo fare davvero i conti). Gli altri sono solo il nostro specchio, la scusa per non agire su noi stessi. Chi oggi urla odio, vendetta, giustizia sarà inevitabilmente travolto da questa energia. Serve un po’ di amore in più, per noi stessi e per la nostra Comunità. Occorre davvero scambiarci un segno di pace, sederci attorno a un tavolo e sforzarci di essere sinceri, perdonarci vicendevolmente e ricominciare. Non accontentiamoci però di una liturgia, di simboli privi di contenuto. Carichiamo di significato ogni nostra piccola azione quotidiana. Questo basterà a dissolvere l’attuale sistema di Dominio e di prigione in cui noi stessi siamo i carcerieri.
Prima o poi anche le tecniche migliori di dissuasione di massa non funzioneranno più. Nel Cuore di sempre più persone si sta levando un bagliore di luce. È la fierezza dei Re che non cercano vendetta, che non spargono odio, che non seminano violenza, che non giudicano il prossimo, che sanno che ogni cosa dipende dalle loro scelte e vogliono con Responsabilità riprendere le redini delle proprie sorti e della propria Comunità. Ciascuno di noi merita di realizzarsi, ma occorre prima lo sforzo di conoscersi, di Essere autenticamente se stessi e smetterla di credere di essere qualcuno. Ogni giorno c’è chi lo sta già facendo, e sono sempre di più coloro che si stanno muovendo in questa direzione. Saremo presto così tanti a sorriderci, ad abbracciarci, a collaborare, a sentirci appagati dai traguardi raggiunti che questa realtà così deprimente sarà cancellata e non sopravviverà.

Armando Siri

Fonte: http://www.partitoitalianuova.it/pin/le-idee/una-legge-puo-spostare-le-lancette-di-un-orologio-ma-non-il-sole

La Maestria

Molte volte, con un amico, mi sono ritrovato a valutare la validità di un percorso [che si trattasse di una disciplina fisica, mentale, emotiva o altro] e la conclusione è sempre stata la stessa: la Maestria. Ovvero, nessuno eguaglierà mai un Maestro nella Sua Arte, perchè la Via che Egli ha creato è il compimento del proprio Percorso, che può aiutare tutti ma illuminare nessuno. L’unica Via che può portarci dove siamo destinati ad arrivare è la nostra, e solo così svilupperemo la nostra maestria. Non esiste altra maestria che la Maestria di Se Stessi.

 

“È quando cammini e non hai paura della vita.
È quando sei sereno e gli altri non lo sono.
Le situazioni che causerebbero dramma negli altri non lo causano in te.
È quando il mondo è nel caos e tu cammini in esso e non senti il caos, senti invece,
a un certo livello, la saggezza dei secoli.

Sai perfettamente che non ti influenza e non ti tocca.
È quando qualcuno ti grida contro e ti chiama con una brutta parola e
la tua prima reazione è domandarti se ha ragione!

Questa è la maestria.
La prima reazione Umana sarebbe di controbattere.
La prima reazione di un maestro è
l’auto-controllo per la propria integrità.

Benedetto è l’Essere Umano che questa sera l’ha chiesta
perché inizierà a vedere un cambiamento nella sua vita
e la Terra sarà un posto migliore grazie a quello che avete fatto.”

KRYON

 

Fonte: http://www.visionealchemica.com/cose-la-maestria/


Il Guerriero della Luce mantiene le vibrazioni ALTE

è coerente, sintonizzato, in armonia con l’Universo
è l’Amore che scaturisce dalla FONTE dentro di lui che genera la GIOIA.

Il Guerriero della Luce sceglie una ad una le parole che usa.

Conosce il suo potere e carica le parole con la sua
ENERGIA.
Quando usa le parole con l’amico o con il nemico
le carica con l’Energia della consapevolezza.
MAI le usa alle spalle dell’amico o del nemico ma è sempre diretto…
CUORE A CUORE.

Ciò lo rende
INTEGRO
INATTACABILE
INVULNERABILE
così facendo accresce il suo potere interiore.
Nessun turbamento trapela dal suo volto:
Nè dai suoi occhi.
Nè dal tono della sua voce.

Non reprime le sue emozioni gioca con esse e le

OSSERVA
le
TRASMUTA
grazie all’energia interiorizzata.

Il Guerriero della Luce non fugge dal dolore
non volge le spalle all’insegnante che giunge nella sua vita
lui stesso lo ha chiamato
è responsabile al 100% di ciò che attrae:
Ciò lo rende
INTEGRO
INATTACABILE
INVULNERABILE
così facendo accresce il suo potere interiore.

Il Guerriero della Luce

non giudica, nè se stesso e neppure gli altri
egli sa che il giudizio è nemico dell’Armonia e della Pace
così facendo lui accresce la
PACE

ed un giorno, molto presto, il mondo cambierà
PERCHE’ LUI HA CAMBIATO SE STESSO

IL MONDO E’ GIA’ CAMBIATO!

Fonte: http://www.visionealchemica.com/disciplina-del-guerriero-della-luce/

Scelte e Ascolto

“Non si può vedere al di là delle Scelte che non ci sono chiare”

Servire il prossimo

“servire il prossimo, il più nobile degli scopi”

13

[…]Non aver vissuto in realtà la propria vita, questo “peccato”, è davvero ciò di cui gli uomini si lamentano sul letto di morte più di qualunque altro errore commesso. Essi si struggono soprattutto per tre cose: non aver vissuto di più, non aver rischiato di più, e non avuto maggior disciplina […] Troppo presto nella vita vengono spesso seppelliti la propria forza e competenza, la purezza e l’autenticità, la genialità e l’artista non ancora scoperto in sè, poiché tali aspetti producono attrito col circostante. L’ombra è anche tutto ciò che non faremmo mai ma che così volentieri avremmo fatto e che ora, finalmente, dovremmo fare.[…]

 

Da “L’Ombra. Il lato oscuro della tua Anima” di Ruediger Dahlke

.: Buon Lughnassadh :.

.: Buon Lughnassadh :.
e Grazie a madre Terra per tutti i doni…

THERE WERE THREE MEN CAME OUT OF THE WEST, 
THEIR FORTUNES FOR TO TRY
AND THESE THREE MEN MADE A SOLEMN VOW

JOHN BARLEYCORN MUST DIE

THEY’VE PLOWED, THEY’VE SOWN, 
THEY’VE HARROWED HIM IN
THREW CLODS UPON HIS HEAD
AND THESE THREE MEN MADE A SOLEMN VOW
JOHN BARLEYCORN WAS DEAD

THEY’VE LET HIM LIE FOR A VERY LONG TIME,
‘TIL THE RAINS FROM HEAVEN DID FALL
AND LITTLE SIR JOHN SPRUNG UP HIS HEAD
AND SO AMAZED THEM ALL

THEY’VE LET HIM STAND ‘TIL MIDSUMMER’S DAY
‘TIL HE LOOKED BOTH PALE AND WAN
AND LITTLE SIR JOHN’S GROWN A LONG LONG BEARD 
AND SO BECOME A MAN

THEY’VE HIRED MEN WITH THEIR SCYTHES SO SHARP
TO CUT HIM OFF AT THE KNEE
THEY’VE ROLLED HIM AND TIED HIM BY THE WAY, 
SERVING HIM MOST BARBAROUSLY

THEY’VE HIRED MEN WITH THEIR SHARP PITCHFORKS WHO’VE GRIPPED HIM TO THE HEART
AND THE LOADER HE HAS SERVED HIM WORSE THAN THAT
FOR HE’S BOUND HIM TO THE CART

THEY’VE WHEELED HIM AROUND AND AROUND A FIELD
‘TIL THEY CAME ONTO A BARN
AND THERE THEY MADE A SOLEMN OATH
ON POOR JOHN BARLEYCORN

THEY’VE HIRED MEN WITH THEIR CRABTREE STICKS
TO CUT HIM SKIN FROM BONE
AND THE MILLER HE HAS SERVED HIM WORSE THAN THAT
FOR HE’S GROUND HIM BETWEEN TWO STONES

AND LITTLE SIR JOHN AND THE NUT BROWN BOWL
AND HIS BRANDY IN THE GLASS
AND LITTLE SIR JOHN AND THE NUT BROWN BOWL
PROVED THE STRONGEST MAN AT LAST

THE HUNTSMAN HE CAN’T HUNT THE FOX
NOR SO LOUDLY TO BLOW HIS HORN
AND THE TINKER HE CAN’T MEND KETTLE OR POTS
WITHOUT A LITTLE BARLEYCORN

L’erba di primavera

Come in collina
per bruciare gli sterpi
il fuoco si scatena
affinché l’erba nuova
cresca a primavera,
così do fuoco alla Terra intera
affinché Gente Nuova cresca
all’alba della Nuova Era.

Ma tu non sussultare
al rumore sordo dei crolli
e non temere il crepitio
di ciò che attorno a te
il fuoco già divora.

Pensa alla Gioia
dell’erba a primavera.

 
Mizar

Meditate gente, meditate… [update].

“Cos’è l’Alchimia?”

È la domanda che prima o poi ogni aspirante Alchimista deve porre a se stesso.

In effetti, sull’Alchimia sono state dette molte cose, ma nessuno dà una definizione precisa ed assoluta del termine; non la si può dare. L’Alchimia va capita con lentezza.

C’è chi fa risalire il termine alla lingua araba o persiana “Al kimya”, Pietra Filosofale o Sostanza. Oppure all’egiziano “Kemet”, la Terra Nera del Nilo, o ad altre lingue.

Una cosa è certa, sicuramente non si tratta della madre della chimica. L’Alchimia è sempre stata un mistero, perfino nel periodo d’oro, ed anche in quel periodo esistevano personaggi che, prendendo alla lettera le indicazioni dei Veri Alchimisti, mescolavano metalli creando nuove leghe. Dal lavoro di questi erranti chiamati dai loro coetanei “soffiatori di carbone”, si può presupporre sia nata l’attuale chimica, in tutte le sue ramificazioni.

“Cos’è l’Alchimia?” è una domanda che ogni Vero Alchimista si pone di tanto in tanto. “Cos’è l’Alchimia oggi, per me?”
La mia risposta fissa a questa domanda è “l’Alchimia è l’arte di trasformare Se Stessi”. E la mia risposta nello specifico varia di giorno in giorno.

Alchimia è ascoltare la tua anima come solo un bambino sa fare. Alchimia è uccidere ogni singolo giorno ogni singolo metallo-energia, ed imparare a morire prima che la morte ci colga impreparati.

Essere un Alchimista significa combattere ogni giorno come un Guerriero per la Luce. Combattere ogni giorno per realizzare la propria Leggenda Personale, prestando attenzione agli indizi che Melchizedek pone sul nostro Cammino.

“Esistono tre tipi di alchimisti” mi rispose il mio Maestro.
“Quelli che sono vaghi perché non sanno di che cosa stanno parlando, quelli che sono vaghi perché sanno di che cosa stanno parlando, ma sono anche consapevoli che il linguaggio dell’alchimia è un tipo di linguaggio rivolto al cuore, e non alla ragione.”
“E qual è il terzo tipo?” gli domandai.
“Quelli che non hanno mai sentito parlare di Alchimia, ma che sono riusciti, nel corso della loro vita, a scoprire la Pietra Filosofale.” 

(tratto da L’Alchimista di Paulo Coelho).

Forse tutto quello che ho scritto può sembrare confuso e ambiguo, ma questa è la particolarità stessa dell’Alchimia, che non esclude nulla; e nemmeno l’opposto. L’Alchimia è come un testo alla cui ogni rilettura permette di scoprire una nuova sfumatura. L’Alchimia è l’imperativo che impone la lentezza nel suo studio in un mondo così frenetico. Alchimia è rifare le stesse cose migliaia di volte perché il motto dice: “Solve et Coagula”.

L’Alchimia non si impara, si scopre…

http://11stepsdeepdown.forumcommunity.net/?t=19572935

Tutto questo tempo a chiedermi
Cos’è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così
Come sono
Così

Così un giorno
Ho scritto sul quaderno
Io farò sognare il mondo con la musica
Non molto tempo
Dopo quando mi bastava
Fare un salto per
Raggiungere la felicità
E la verità è che

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c’è un segreto
E’ fare tutto come
Se vedessi solo il sole

Un segreto è fare tutto
Come se
Fare tutto
Come se
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole

Io ho creato te

tu

che ricevi la mia Parola

in questo momento

Io ho disegnato il tuo viso

aldilà del tempo

Io ho immaginato le circostanze della tua vita

mai qualcosa è stata casuale in essa

niente lo è né lo sarà

tutto ha un proposito perfetto

la mia Mano partecipa in ogni situazione

 

      – da Il libro di Dio Amore di Enrique Barrios

Sii il tuo Miracolo…

Asato ma sad gamaya, Dall’irreale conducimi al Reale
tamaso ma jyotir gamaya, dalle tenebre conducimi alla Luce
mrtyor mamrtam gamaya dalla morte conducimi all’Immortalità

(Brhadaranyaka Upanisad: I, III, 27).

cuore per ipocrisia

Le persone amano molto parlare di morale, ma la morale è semplicemente autosuggestione. Ciò che è necessario è la Coscienza. Noi non insegniamo la morale. Insegniamo come si può trovare la Coscienza. Le persone non sono contente quando diciamo questo. Dicono che non abbiamo amore. Semplicemente perchè non incoraggiamo la debolezza e l’ipocrisia, ma al contrario, strappiamo tutte le maschere.

G.I.Gurdjeff – tratto da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Ouspensky (pag.175)

The Neverending Dreamer

.

I have learned…

I
Have
Learned
So much from God
That I can no longer
Call
Myself A Christian, a Hindu, a Muslim
A Buddhist, a Jew.

The Truth has shared so much of Itself
With me
That I can no longer call myself
A man, a woman, and angel
Or even pure
Soul.

Love has
Befriended Hafiz so completely
It has turned to ash
And freed
Me

Of every concept and image
My mind has ever known.

Hafiz, Persian poet (1315 – 1390)

Sanskrit
————
asato ma sad gamaya (2)
tamaso ma jyotir gamaya
mrtyor mamrtam gamaya

vidyam cavidyam ca yas
tad vedobhayam saha
avidyaya mrtyum tirtva
vidyayamrtam asnute

yasmin dyauh prthivi cantariksam otam manah saha pranais ca sarvaih tam evaikam janatha atmanam anya vacah vimuncatha amrtasya esah setuh

indriyebhyah param mano
manasah sattvam uttamam
sattvad adhi mahan atma
mahato vyaktam uttamam

yada pancavatisthante
jnanani manasa saha
buddhis ca na vicestate
tam ahuh paramam gatim

Ya ya ya ya yada yadaya
Ya ya ya ya yada yada yada yada
Yada yada yada yada yada

bhidyate hrdayagranthis
chidyante sarvasamsayah
ksiyante casya karmani
tasmin drste paravare

ENGLISH
————–
From the unreal(delusion) lead me to the real(truth) (2)
From the darkness lead me to the light
From death lead me to immortality.

He who knows both knowledge and action,
with action overcomes death
and with knowledge reaches immortality.

In him are woven the sky and the earth
and all the regions of the air,
and in him rest the mind
and all the powers of life.
Know him as the ONE
and leave aside all other words.
He is the bridge of immortality.

Beyond the senses is the mind,
and beyond the mind is reason, its essence.
Beyond reason is the Spirit in man,
and beyond this is the Spirit of the Universe,
the evolver of all.

When the five senses and the mind are still,
and reason itself rests in silence,
then begins the Path supreme.

So on and so forth
So on and so forth
So on and so forth

And when he is seen in his immanence and transcendence,
then the ties that have bound the heart are unloosenend,
the doubts of the mind vanish,
and the law of Karma works no more.